Insulti all’arbitro durante partita di calcio giovanile, coppia denunciata

Momenti di tensione durante una partita a Campoformido: un uomo e una donna avrebbero insultato ripetutamente l’arbitro e si sarebbero rifiutati di fornire le generalità a un carabiniere 

Una partita di calcio giovanile si è trasformata in un episodio di tensione sugli spalti a Campoformido, dove due spettatori sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Martignacco. Secondo quanto ricostruito, durante l’incontro tra due squadre di giovanissimi, un uomo e una donna presenti tra il pubblico avrebbero contestato ripetutamente le decisioni arbitrali, rivolgendosi al direttore di gara con frasi offensive per tutta la durata del match.

Il richiamo del carabiniere fuori servizio

Le continue intemperanze non sono passate inosservate a un carabiniere libero dal servizio presente tra gli spettatori.

Il militare sarebbe intervenuto richiamando i due a mantenere un comportamento più adeguato, soprattutto considerando il contesto di una competizione sportiva riservata ai più giovani.

Un invito che, però, non avrebbe prodotto l’effetto sperato.

Il rifiuto di fornire i documenti

A fronte del mancato cambio di atteggiamento, il carabiniere si è qualificato, chiedendo ai due di fornire le proprie generalità e di mostrare un documento d’identità.

Secondo quanto riferito, entrambi si sarebbero rifiutati di collaborare, decidendo invece di allontanarsi dal luogo prima dell’arrivo di ulteriori controlli.

Identificati dopo gli accertamenti

Le successive verifiche effettuate dai Carabinieri hanno comunque consentito di risalire all’identità della coppia.

Si tratta di un uomo di 48 anni e di una donna di 38 anni, entrambi residenti a Udine, ora denunciati con l’ipotesi di reato di rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale.

Il caso riaccende il tema del comportamento negli sport giovanili

L’episodio riporta l’attenzione sul clima che talvolta si crea attorno alle competizioni sportive giovanili, dove tensioni eccessive da parte degli adulti rischiano di compromettere il valore educativo dello sport.

Un contesto in cui, ricordano spesso le autorità sportive, il rispetto verso arbitri, allenatori e giovani atleti dovrebbe restare una priorità assoluta.

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