Radiologia Pordenone, al via il trasloco nel nuovo ospedale con il supporto dell’Ai
Iniziato il trasferimento dei macchinari che si concluderà il 18 maggio: nel nuovo polo la diagnostica raddoppia l'efficacia grazie all'integrazione di software basati sull'intelligenza artificiale per referti più rapidi e precisi

Si apre un nuovo capitolo per la radiologia di Pordenone. Il trasferimento nel nuovo ospedale non rappresenta soltanto il passaggio da una struttura all’altra, ma l’inizio di una fase in cui l’innovazione tecnologica sarà protagonista. Grazie all’integrazione tra Tac e intelligenza artificiale sarà possibile ottenere referti più precisi, immagini più nitide e ridurre i tempi di formulazione delle diagnosi. Un passo avanti fondamentale, soprattutto nell’ambito dell’urgenza, considerando che ogni mese vengono effettuate circa seimila prestazioni.
Il trasferimento
Il trasloco avverrà nell’arco di due settimane. Il termine delle operazioni è fissato entro il 18 maggio. Come da cronoprogramma, da lunedì gli esami di radiografia tradizionale saranno effettuati nel nuovo ospedale, mentre Tac ed ecografie a partire da metà mese. Durante la fase di transizione, inoltre, saranno predisposti i percorsi per orientare gli utenti a seconda della prestazione che devono effettuare.
L’organizzazione del reparto
Se da un lato il trasferimento «non porterà grossi cambiamenti per l’attività del reparto», ha spiegato il primario Mauro Biscosi, il passo avanti determinante è dato dalle tecnologie. Per quanto riguarda la dotazione strumentale, sono previste due Tac (di cui una di ultima generazione già in uso da dicembre), un angiografo e due ecografi. Sono anche presenti tre apparecchi per radiografia tradizionale, di cui uno dedicato al pronto soccorso con software innovativi.
Tecnologia e innovazione
«L’intelligenza artificiale è già parte integrante del reparto – ha spiegato il primario –. Al momento è in funzione un software dedicato in una delle due Tac. Si tratta di un sistema basato sul deep learning che ottimizza le immagini. Questo contribuisce a migliorare significativamente diagnosi e refertazione». L’Asfo sta valutando una strategia per integrare sistemi di Ia anche nella seconda Tac.
Il nodo personale
Sul fronte del personale, la Radiologia si trova a fare i conti con una grave carenza per quanto riguarda l’urgenza. L’azienda sanitaria ha dovuto affidarsi a un operatore economico esterno, che mette a disposizione medici in libera professione. «Ogni mese svolgiamo circa 6 mila prestazioni in urgenza e, senza questi professionisti, non saremmo in grado di garantirle. Si tratta perlopiù di liberi professionisti da fuori regione che collaborano sotto la mia responsabilità», ha riferito Viscosi.
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