Morto a 15 anni sul campo di calcio: la luce di Paul brilla ancora e illumina largo Cervignano
L’omaggio degli educatori del centro giovani al 15enne morto la vigilia di Natale: «Ha lasciato qualcosa in ognuno di noi». Il ringraziamento della sorella

Neppure una goccia di pioggia. Per un’ora, all’imbrunire, anche il cielo si è fermato per permettere alla luce di Paul di continuare a camminare tra i cortili di largo Cervignano. Per continuare a sorridere, come aveva fatto mille volte in mille pomeriggi con gli amici. Ognuno di loro teneva in mano una sua fotografia, ognuno di loro portava una candela o un lumino.
Il ricordo
A mese dalla scomparsa – prematura, improvvisa, sconvolgente – non si fermano le iniziative in ricordo di Paul Nana Ampong, morto a 15 anni per un’aritmia cardiaca mentre giocava a calcetto in via Pontinia. Momenti che hanno animato, settimana dopo settimana, i luoghi che frequentava ogni giorno. Il campetto, la scuola, la biblioteca. E gli spazi di aggregazione giovanile, tanto quello di largo Cervignano quanto quello di via Pontinia, che fungono da presidio per il quartiere grazie all’impegno del Comune di Pordenone e degli operatore della Fondazione Opera Sacra Famiglia. Chiara Casonato, Marvin Dal Molin, Caterina Grizzo e Luca Zanella si sono fatti carico di un dolore che per tanti amici di Paul – e in primis la sua famiglia – ancora toglie il respiro.
La fiaccolata
Insieme ai ragazzi del centro giovani hanno realizzato le locandine per pubblicizzare l’iniziativa. Hanno stampato e plastificato le fotografie di Paul, che gli amici hanno tenuto per ricordo, hanno distribuito i lumini. Hanno cercato le parole, ammettendo di fare fatica a trovarle. Ma ci hanno provato e questo fa tutta la differenza del mondo.

«La vostra presenza qui è segno di quello che Paul ha lasciato in ognuno di noi – ha detto Chiara Casonato –. Lui è sempre con noi». Una preghiera, che ognuno in silenzio ha declinato secondo la sua sensibilità, e un applauso. Così i ragazzi di largo Cervignano hanno salutato ancora una volta Paul. Ma a camminare con in mano la sua luce, in un silenzio composto, c’erano persone di tutte le età. I vicini di casa, i genitori degli amici, l’assessore alle Politiche giovanili Alberto Parigi, che ha voluto testimoniare la vicinanza a livello istituzionale e personale.
Gli amici
«Siamo tristi, non è facile perdere un amico che era anche una persona fantastica – hanno detto Henri Karaboja e Enoch Adjei –. Era il più vivace e faceva ridere sempre tutti». Spazi, quelli dei centri giovani di largo Cervignano e via Pontinia, capaci di fare comunità. «Ci andiamo da quando eravamo piccoli – raccontano – e gli operatori ci hanno sempre ascoltati. Siamo cresciuti con loro e lì abbiamo conosciuto anche Paul». Naturale, quindi, esserci nel momento in cui è necessario che quella luce non si spenga.

La famiglia
«Solo Dio sa il dolore che stiamo provando – ha detto la sorella di Paul, Antonia, in un intervento al termine della fiaccolata che ha strappato ai presenti un commosso applauso – ma vorrei ringraziare tutti i presenti da parte della mia famiglia. Per essere qui, per condividere con noi questo momento. Avete mostrato una sensibilità rara: vediamo tutti i vostri buoni gesti e vi ringraziamo per tutto». —
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