Migranti, la questione riguarda anche noi: le regole della politica e del buon senso

L’immigrazione non è più un’emergenza, persiste da decenni, per questo è urgente far camminare un sistema di accoglienza per chi ne ha il diritto e un percorso serio di rimpatrio per chi non ha i requisiti; iter di formazione e, in prospettiva, di cittadinanza per chi rimane

Paolo Mosanghini
Un momento dell'arrivo di migranti nel porto di Lampedusa, 18 Settembre 2023. ANSA/CIRO FUSCO A moment of the arrival of migrants in the port of Lampedusa, 18 September 2023. ANSA/CIRO FUSCO
Un momento dell'arrivo di migranti nel porto di Lampedusa, 18 Settembre 2023. ANSA/CIRO FUSCO A moment of the arrival of migrants in the port of Lampedusa, 18 September 2023. ANSA/CIRO FUSCO

Immigrazione: 14 mila ingressi. Qualche giorno fa, in un titolo, abbiamo riassunto così il fenomeno nella nostra regione. Non solo la rotta balcanica. Lampedusa è al collasso e il governo annuncia un cambio di passo e misure più stringenti.

L’immigrazione è stata affrontata con slogan di parte, una perenne campagna elettorale. La gestione dei flussi – biblici – è un costante terreno di scontro politico. Quando si è all’opposizione (e vale per centrodestra e centrosinistra) si ipotizzano soluzioni che non sono realizzabili se si va poi al governo.

L’immigrazione non è più un’emergenza, persiste da decenni, per questo è urgente far camminare un sistema di accoglienza per chi ne ha il diritto e un percorso serio di rimpatrio per chi non ha i requisiti; iter di formazione e, in prospettiva, di cittadinanza per chi rimane. Regole condivise e certe, rigorose contro il traffico di vite umane.

Il nostro Paese e la nostra regione dovrebbero avere maggior presa di coscienza del proprio inesorabile declino demografico e proprio per questo diventare terra ambita per lavorare, non una landa di passaggio. Invece se ne parla in termini difensivi e di autotutela, quando compare all’orizzonte una nave carica di disperazione di fronte alla quale la pietas deve manifestarsi e un sistema che assicuri diritti e doveri dovrebbe essere garantito.

Di fatto, l’Italia ha un calo di natalità fortissimo e irrecuperabile, ci sono molti lavori che gli italiani non svolgono più e imprenditori che chiuderebbero le aziende senza una manodopera straniera adeguatamente formata. In tutto questo a lasciare sola l’Italia è stata l’Unione europea, per questo l’obiettivo è ottenere quella redistribuzione da anni invocata e mai realizzata.

Eppure ci divide anche il grido di un’umanità sofferente o un bimbo di cinque mesi annegato in mare.

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