«Mi hanno tagliato le gomme dell’auto ma non mi fermerò»

«Non è la prima volta e dei sospetti li ho, ma non ho elementi per accusare nessuno. La cosa certa è che non mi fermeranno di sicuro». Taher Djafarizad, presidente dell’associazione Neda day, venerdì ha rilanciato la battaglia contro il divieto alle donne iraniane di frequentare gli stadi: le sue dichiarazioni sabato mattina venivano riprese da giornali e social e, qualche ora dopo, ha ritrovato sua automobile con le gomme tagliate. Un caso? Non per l’esule iraniano, pordenonese d’adozione, che ha fatto della battaglia per i diritti delle donne, uno dei pilastri del suo impegno civile.
«Sabato – racconta lo stesso Taher – ho parcheggiato al park di via Rivierasca, in quanto abbonato. Posteggio l’auto sempre vicino alle telecamere, per precauzione. In realtà non ho mai fatto denuncia in passato, ma in otto anni mi hanno tagliato le gomme della macchina sette volte».
Sabato pomeriggio, quando è andato a riprendere l’auto, «sono salito e ho acceso il motore. Solo allora, vedendo che l’auto faceva fatica ad andare avanti, ho capito cosa era successo». A quel punto i familiari di Djafarizad lo hanno spinto a fare denuncia, «anche se io era contrario perché credo che non cambierà nulla. Se ho dei sospetti? Sì ma a quanto pare le prove non ci sono». Sabato pomeriggio il presidente di Neda Day, dopo essere riuscito a spostare la macchina di fronte al suo negozio in viale Martelli, ha chiamato la polizia. «La volante è arrivata, ma poi mi è stato detto di fare la denuncia in Questura. Domenica mattina presto sono andato alla polizia, dove per altro ho avuto una spiacevole discussione con un poliziotto perché sono arrivato troppo presto. Comunque alla fine ho fatto la denuncia, per scoprire però che le immagini delle telecamere vengono tenute solo 24 ore. Vedremo come finirà». La denuncia è contro ignoti: alle forze dell’ordine il compito di capire se, dietro il gesto, ci sia stata una volontà intimidatoria. —
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