Incendio alla Fantoni, 37 ore per spegnere il rogo: ora si lavora sul tetto del deposito

Le cause delle fiamme devono ancora essere accertate così come l’entità dei danni. Giovanni Fantoni: «Grazie ai dipendenti e ai vigili del fuoco»

Maura Delle Case
La parte di deposito del legno chippato andato a fuoco a Osoppo
La parte di deposito del legno chippato andato a fuoco a Osoppo

Ci sono volute 37 ore ai Vigili del fuoco per avere ragione dell’incendio che, nella notte tra venerdì e sabato, poco dopo le 3, è divampato in uno dei due depositi del legno chippato alla Fantoni di Osoppo. Ore di lavoro no stop che hanno consentito di spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il materiale residuo, quasi 1.500 metri quadrati di legno smassati fuori dal deposito a capanna, figlio – come tutto il Campus Fantoni – della felice matita dell’architetto Gino Valle.

«Ricorda la forma che assume il mucchio del cippato» ci ha raccontato l’amministratore delegato Giovanni Fantoni accompagnandoci al deposito interessato dalle fiamme. Uno dei due che contengono il chippato utilizzato dall’azienda friulana per la produzione dei pannelli Mdf nei vicini impianti Plaxil 6 e Plaxil 8, regolarmente in attività.

L’incendio non ha avuto infatti ripercussioni sulla produzione. «Grazie all’altro deposito – ha confermato Fantoni – siamo riusciti, anche quantitativamente, ad alimentare completamente gli impianti».

Fiamme alla Fantoni, va a fuoco un deposito: nube di fumo sopra Osoppo
Vigili del fuoco al lavoro per ore per spegnere l'incendio

Il lavoro all’interno della fabbrica è dunque andato avanti, in parallelo alle operazioni di spegnimento delle fiamme che hanno lungamente impegnato i Vigili del fuoco, arrivati sul posto in forze con squadre della sede centrale di Udine e dei distaccamenti di Gemona del Friuli, Lignano, Codroipo, San Daniele del Friuli, Cercivento, Pontebba e Spilimbergo, utilizzando anche 3 autoscale e 3 autobotti coordinate sul posto dai funzionari tecnici del comando friulano.

È a loro che è andato il primo pensiero dell’imprenditore: «Voglio rivolgere ai Vigili del fuoco un ringraziamento particolare per la professionalità e per l’impegno con cui hanno lavorato in queste ore». Un grazie a loro e «ai dipendenti dell’azienda, che hanno dato l’allarme, consentendo ai soccorritori di intervenire con tempestività, e che nel corso di ore difficili hanno dato un importante contributo».

«Questi locali – ha proseguito a spiegare Fantoni – sono presidiati con telecamere collegate alla sala controllo ed è stato l’operatore di turno ad accorgersi, grazie alle immagini, che si stavano sviluppando le fiamme e a dare l’allarme».

Dopo un giorno e mezzo di lavoro, ieri mattina i danni alla struttura si sono mostrati alla luce del sole.

«Il calore che si è sviluppato all’interno della capanna, che nel lato sinistro era piena per circa il 70%, ha deformato tutte le parti strutturali. Non solo le lamiere di copertura, ma anche le traversine a cui queste sono ancorate. Il danno? Non siamo ancora in grado di quantificarlo. Dipenderà dallo stato delle macchine interne, quelle che movimentano il materiale, che sono molto costose, sia meccanicamente che per le parti elettriche».

Certezze, al momento – fatta salva la causa accidentale del rogo - non ce ne sono pero nemmeno sull’innesco dell’incendio.

«Dovremo provvedere a ricablare tutto e poi, una volta rimesso in moto il meccanismo (tanto di distribuzione dall’alto che di movimentazione interna), capire dove sia stata l’anomalia» ha aggiunto Fantoni uscendo dalla capanna.

Davanti a lui il grande cumulo del chippato portato fuori dal deposito con l’utilizzo di grandi escavatrici e bagnato per ore al fine di evitare la possibile ripresa delle fiamme. Domate quelle, già lunedì 1 settembre a Osoppo inizieranno i lavori di ripristino strutturale, con una squadra che provvederà ad asportare dal tetto del deposito le lamiere pericolanti.

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