Manzano, sempre in tenda il papà separato e disoccupato

Lontana la possibilità di disporre di una casa, l’uomo beneficia della solidarietà della gente

MANZANO. Dorme ormai in un pantano, al freddo e con il dolore di due costole rotte che non gli dà tregua. La situazione di Franco Lino Lenarduzzi, il papà separato e disoccupato che dalla scorsa estate vive in tenda a Case di Manzano, non si sblocca, nonostanti i continui appelli alle istituzioni. E visto che i volantini affissi in paese gli sono costati salate multe, ora ha installato un maxi-faro accanto alla sua “casa”: impossibile non notarlo quando si attraversa il ponte sul Natisone.

Una disperata richiesta di aiuto non disattesa almeno dalla gente: decine di manzanesi stanno offrendo a Franco solidarietà, cibo e anche soldi, impietositi dalle sue precarie condizioni di salute (una bronchite cronica che lo fa entrare e uscire dall’ospedale) e dalle temperature gelide con cui l’uomo sta convivendo da mesi, scaldato soltanto da una stufetta collegata a un generatore.

C’è chi è andato a salutarlo nel suo riparo sul ciglio del fiume, come Gastone Piasentin, consigliere comunale della sinistra manzanese (il quale, stringendogli la mano, gli ha fatto scivolare una generosa banconota), e chi gli porta la spesa, come il direttore del Famila, da sempre un “sostenitore alimentare” di Lenarduzzi. E poi c’è Franco, il macellaio. E poi tante altre persone solidali che Lenarduzzi desidera ringraziare uno a uno: «Massimo Nicastri, Maurizio Galloro e figlio, Paolo Trusiac e fratello, Luigino Tomada e sua moglie, Stefano Turolo, David Broni, il Famila», elenca.

Un obolo gli è giunto a gennaio da Maria Sturnilo, che ha coinvolto in una colletta i colleghi dell'ufficio postale di viale Europa di Udine. Lenarduzzi ringrazia tutti, compreso il nostro giornale, che da otto mesi sta seguendo passo passo le sue vicissitudini.

Ma tutto fermo, intanto, sul discorso casa: a oggi la sua vicenda appare ancora lontana da una soluzione che possa permettere (e convincere) l’uomo a lasciare la tenda.

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