Maltempo, la strada di Comeglians riaperta in tempi record: il ponte rifatto per Natale

In Carnia si continua a lavorare senza sosta ma restano ancora delle criticità. L’assessore Riccardi: ora dobbiamo trovare risorse per il post emergenza

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UDINE. Li puoi contare da lassù. Puoi contare ogni albero caduto. Ce ne sono a centinaia schiantati a terra. Tra i boschi, ai lati di strade e torrenti. L’elicottero AS 350 B3 si ferma sopra il troncone del ponte rimasto a Comeglians, l’altro pezzo se l’è portato via la furia del torrente Degano. Oggi, tre settimane dopo l’alluvione, viene riaperta ad auto e mezzi pesanti la viabilità sulla sr 355. Domenica, la simbolica inaugurazione della nuova bretella che porta a Sappada.

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È stata questa la prima tappa della ricognizione in volo dell’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi e del direttore regionale della Pc Amedeo Aristei. Perché tanto si è fatto, correndo contro il tempo. Ma molte criticità restano. Da Comeglians a Ravascletto fino a Paluzza. Qui il portellone dell’elicottero viene aperto sopra la frana che si è mangiata una porzione della 52 bis Carnica. Accanto c’è già la nuova bretella realizzata in meno di 24 ore per raggiungere Cleulis e Timau. «Guardate là che devastazione». Indica un lato della montagna Riccardi seduto alla sinistra del pilota Agostino Filipaz. «Il vento ha spazzato via tutto – aggiunge – ma si è lavorato in tempo record».

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A Comeglians. Poco dopo le 9.30 si decolla dalla base eliporto Elifriulia a Tolmezzo. Dall’alto lo sguardo abbraccia la Carnia operosa, quella che non si lamenta, lavora e non conosce domenica. Il sole la illumina, ma si pensa già alla neve che arriverà domani. «Non ci voleva proprio adesso». Il rumore degli escavatori in azione ci accoglie a Comeglians. Entro Natale si vuole concludere la posa del ponte provvisorio - ripristinandone la viabilità - e per questo non ci si può fermare. Poi, in un secondo momento, si provvederà a ricostruirlo e bisognerà trovare 2 milioni di euro.

Ma intanto si riparte e si danno risposte a comunità e imprese. Lo sa bene il sindaco Stefano De Antoni. Così come l’assessore regionale alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti. «Siamo di fronte a una impresa per quanto riguarda i tempi e i modi di realizzazione» dice. È il Friuli che si rialza e lo fa senza troppo clamore. Il Friuli «che ancora una volta – spiega Riccardi – dimostra che serve solo qualche settimana per rimettersi in piedi e questa è la lezione più importante. La nostra Regione ha saputo reagire grazie a questo popolo che si tira su le maniche e va avanti». E questo è dimostrato dalla collaborazione tra Pc, Regione, Fvg Strade, volontari, cittadini e amministratori.



L'emergenza. La forza del Degano la cogli dal cielo. Ha strappato via una parte del ponte. L’ultima occhiata ai lavori e si riparte. Direzione Arta Terme. C’è il tempo per fare il punto della situazione. Perché ora c’è un dopo alluvione da affrontare. Considerato che i danni ammontano a mezzo miliardo di euro. «Abbiamo fronteggiato l’emergenza – afferma Riccardi – in tempi stretti. Ora però il tema che si apre sarà capire come organizzare il dopo, questa è la partita vera da affrontare.

Si tratta di individuare le risorse, allocarle sulle priorità e progettare il sistema organizzativo che dovremmo mettere in piedi, con il coordinamento della Protezione civile, e i procedimenti in capo alle singole competenze che riguardano le infrastrutture, il patrimonio boschivo, il contenimento dei corsi d’acqua, il rischio idrogeologico e la garanzia di poter avviare la stagione invernale turistica alle porte. Senza contare i progetti e le autorizzazioni. Tutte queste decisioni saranno in capo al commissario per l’emergenza che è il presidente Massimiliano Fedriga con cui nei prossimi giorni faremo il punto della situazione».
 

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Arta e Paularo. Il sindaco Luigi Gonano e l’assessore Andrea Faccin ci aspettano a bordo di un mezzo della Pc. Ci guidano mostrandoci lo smottamento pericoloso sulla strada di Rosa dei venti, l’erosione spondale sul But nel parco delle terme e il cedimento della via che conduce agli impianti sportivi. Sindaco e assessore scendono dal mezzo, spostano transenne, mostrano i danni. Pensano a come risolverli, chiedono cosa poter fare. «Non sono degli amministratori, sono degli eroi» commenta Riccardi. Intanto il conto aperto dalla Pc per aiutare le popolazioni colpite dal maltempo ha raggiunto, verso le 12, quota a 31.086 euro. «Si è messa in moto una macchina della solidarietà pazzesca in tutta la regione».

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Da Arta a Paularo. Si atterra dopo aver sorvolato la chiesa parrocchiale che il vento ha scoperchiato e che i ragazzi del soccorso alpino sono riusciti a sistemare subito. E loro ci accolgono assieme al sindaco Daniele Di Gleria e ai volontari della Pc. «È un bene troppo prezioso e poi c’è il rischio che vengano a rubare il rame» teme il primo cittadino. A garantire la corrente elettrica a Paularo da tre settimane ci sono 18 generatori. Che però hanno bisogno di manutenzione. «So che non è corretto lamentarsi – dice il sindaco – rispetto ad altri comuni che hanno avuto problemi più gravi e poi ci tengo a ringraziare questi ragazzi della Pc e del Soccorso alpino». Li indica, con orgoglio. Che è l’orgoglio di tutto il Friuli. Diretto, vero, genuino, riservato. Un po’ come questa terra che sta rinascendo. Ancora una volta.

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