Tolmezzo, feste e sagre fuori dal centro storico? La proposta della Pro loco: «Troppi disagi e polemiche»
L'ipotesi di spostare le grandi manifestazioni al campo sportivo o alla pista di guida sicura per lavorare in modo più agevole e senza lamentele. De Prato chiama in causa la politica e gli esercenti: «Con gli eventi creiamo indotto, ma se il centro rifiuta le feste cambiamo modello»

«Ai candidati sindaco e ai trenta negozianti e liberi professionisti che si sono esposti in questi giorni, segnalando disagi, chiedo che abbiano il coraggio di chiedere di togliere le manifestazioni dal centro storico per non creare problemi ad attività economiche e residenti».
A dirlo è Renzo De Prato, presidente del gruppo Borgo Shanghai (che ha co-organizzato, con la Comunità di Montagna della Carnia, la manifestazione “Il Filo dei sapori”) e della Pro loco di Tolmezzo.
Il suo intervento su limitazioni e disagi alla viabilità in centro storico per la sovrapposizione tra cantieri e “Il Filo dei sapori” allarga la riflessione anche ad altri eventi divenuti “difficili”.
«Intendo anche la Sagra del Borgat, la Festa della mela, Tolmezzo in fiore, i concerti e le iniziative ludiche. È chiaro che con gli eventi blocchiamo il centro storico, ma è per creare economia e indotto. Non funziona? Bene, cambiamo. La Pro loco non ha problemi a fare le manifestazioni in periferia, come in quasi tutti i Comuni della Bassa friulana, dove ci sono le aree per i festeggiamenti, certificate, con cucine permanenti e con pareri favorevoli molto più semplici da ottenere dalla commissione spettacolo. Lavoreremmo tutti in modo più agevole e sicuro».
Durante “Il Filo dei sapori” i problemi sono nati dal fatto, motiva De Prato, «che via Della Torre ce la dovevano consegnare per il mercoledì parzialmente aperta. Invece le piogge avevano impedito di concludere per tempo i lavori e quando si è cominciato ad allestire i gazebo la strada chiusa verso la stazione dei bus ha creato problemi. Coordinare lavori ed eventi non è facile. Ci scusiamo per i disagi. Il problema è che, per fare una festa in centro storico, occorre chiudere le strade tre giorni per allestire e due per sgomberare, tenendo presente l’aspetto sicurezza e norme sempre più restrittive. È sempre più difficile. Per non parlare delle continue polemiche: al concerto degli anni Novanta un esercente mi ha detto che chiude i bagni perché portiamo troppa gente e glieli sporcano, chiedendoci se abbiamo quelli chimici.
Alla Festa della mela c’è il negoziante che protesta per la vetrina coperta da una bancarella, un altro che esige il passaggio libero, alla festa del Borgat per una strada chiusa per la processione un esercente ha lamentato un mancato incasso, alla festa dei fiori la protesta per un gonfiabile che copriva una vetrina. Ci sono esercenti che al Borgat mi dicono che con la sagra davanti al loro locale lavorano solo un 5% in più, poca cosa dicono loro, aggiungendo anche che subiscono un disturbo. Io, quindi, chiedo ai candidati sindaco che abbiano il coraggio di prendere posizione: inseriscano nel programma elettorale un punto sul togliere le manifestazioni dal centro storico, sul creare un’area festeggiamenti in periferia, tipo al campo sportivo o alla pista di guida sicura, dove la Pro loco possa allestire strutture in sicurezza e lavorare meglio».
Certi eventi, conclude amareggiato De Prato, «ormai sono ingestibili nel centro storico. Per motivi di sicurezza, di viabilità, per le esigenze di allestire rapidamente e poi dismettere le necessarie strutture con i dovuti criteri di sicurezza».
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