Maltempo, così la montagna friulana si rialza a due settimane dalla devastazione

La Carnia si sta rialzando. E, a due settimane dal maltempo che l’ha flagellata, i punti strategici della viabilità, così come le principali strade di collegamento, sono stati riaperti. A tempo di record. Del resto, quando la pioggia continuava a cadere, quando l’allerta era ancora alta, quando le raffiche di vento schiantavano a uno a uno gli alberi, tutti erano già al lavoro. Oggi il fango non copre più le vie, i tronchi sono stati spostati, le sponde dei fiumi ripristinate, le strade riaperte e sono state realizzare delle bretelle per collegare le frazioni isolate dalle frane in meno di 24 ore. Come a Cleulis di Paluzza.
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Il riposo non è mai stato di casa lassù. Nessuno si è detto stanco. Non ci si lamenta in Friuli, si sa. «Si è lavorato notte e giorno, senza sosta» dice il sindaco di Comeglians Stefano De Antoni. I mezzi sono all’opera sulla sr 355. In prima linea i tecnici di Fvg Strade. Lunedì sarà riaperto al traffico pesante il ponte alternativo provvisorio e intanto, parallelamente, si sistema quello crollato.
«Finalmente risolveremo il problema per le ditte, penso alla Goccia di Carnia – aggiunge – che dovevano percorrere tragitti molto lunghi. La bretella è già stata asfaltata, tutti hanno lavorato con grande professionalità di notte, durante le festività ed è stata consegnata in pochissimo tempo. Eccola tutta l’efficienza friulana».
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Già. Quelle notti «spaventose» non le dimenticherà facilmente il sindaco. «Penso ancora al ponte crollato due ore dopo che avevamo deciso di chiudere la strada al traffico e penso anche alla prevenzione che avevamo fatto alcuni mesi prima pulendo gli alvei e non so cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stata» aggiunge.
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Da Comeglians a Tarvisio, da Sutrio a Ovaro, passando per Rigolato, Cercivento e Sappada. Tronco dopo tronco, masso dopo masso, in tutta la Carnia nessuno si è fermato. Come a Rigolato. «Abbiamo sgomberato la strada che porta alla frazione di Givigliana nell’arco di un giorno perché c’era la necessità di liberarla dagli alberi per consentire il passaggio ai mezzi di soccorso – racconta la prima cittadina Emanuela Gortan – e per far fronte all’emergenza.
I lavori sono stati poi affidati a delle imprese locali che hanno messo in sicurezza la strada ed è stata emessa un’ordinanza per chiuderla in determinati orari proprio per consentire di completare nel più breve tempo possibile le opere di sistemazione e pulizia».
La conta dei danni è già iniziata in montagna. «Abbiamo stimato 25 interventi – continua – per un conto che si attesta sul milione e cinquanta mila euro a cui vanno sommate le richieste dei privati che dobbiamo ancora quantificare». «Ci tengo a dirlo – conclude poi – la Regione è stata molto presente così come la Protezione civile. I volontari del Comune sono stati eccezionali, ma nel momento del bisogno si è visto l’aiuto di tutti ma del resto questo fa parte delle nostra cultura. Darsi da fare e uscire dalle situazioni di difficoltà in tempi brevi». Eccellenza friulana, si diceva.
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