L’ultima lezione del professore: D’Odorico ha donato le cornee

È stato dato il consenso dopo il decesso del docente del Sello avvenuto mercoledì. Moltissimi i messaggi dei suoi allievi e dei calciatori che ha allenato in tanti anni
Remanzacco 29 Settembre 2013. Calcio dilettanti. Aurora- Fulgor. Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi
Remanzacco 29 Settembre 2013. Calcio dilettanti. Aurora- Fulgor. Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi

UDINE. Un ultimo gesto di generosità: il dono delle cornee. Come sicuramente avrebbe voluto lui, Paolo D’Odorico, 63 anni, insegnante di Italiano e Storia al liceo artistico Sello di Udine e notissimo nel mondo del calcio regionale per aver allenato numerose squadre dei dilettanti. La decisione dell’espianto è arrivata dopo la morte avvenuta mercoledì, a causa di una grave malattia che l’aveva colpito in primavera. La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente il mondo della scuola e dello sport, dove D’Odorico aveva “seminato” dalla fine degli anni Ottanta quando aveva intrapreso i due percorsi paralleli dell’insegnamento e dell’allenamento.

Il liceo Sello e i suoi studenti hanno voluto ufficialmente ricordare l’insegnante con un post su Instagram: «Addio al professor D’Odorico, amato e stimato professore del nostro Istituto. Ha sempre messo l’anima nel suo insegnamento, trasmettendo ad ogni suo studente l’amore e la passione per la vita e per le sue materie. Era un uomo amato e rispettato da tutti coloro che facevano la sua conoscenza. Un uomo che con tanta energia entrava nei cuori di tutti. Spesso gli è stato chiesto come mai, avendo una passione così forte per la letteratura, si limitava ad insegnare ad un liceo artistico, lui ha sempre risposto “nessuna scuola è come il Sello”».

Il forte legame tra il docente e i suoi ragazzi è testimoniato anche dalla “staffetta” che lo stesso D’Odorico ha suggerito quando questa estate si è reso conto di non poter iniziare l’anno scolastico: «Paolo mi ha chiesto di prendere in consegna i suoi ragazzi – racconta l’amico e collega, professor Maurizio Malduca – e grazie alla dirigente questo è stato possibile. Paolo me li ha affidati ed è toccato a me, mentre avevamo una lezione a distanza, mercoledì pomeriggio, comunicare agli studenti di quinta la notizia della scomparsa del professor D’Odorico. A quel punto mi sono allontanato dallo schermo del computer dicendo che era giusto che vivessero questo momento da soli. So che ci sono stati alcuni ragazzi che hanno pianto, altri che sono rimasti in silenzio, tutti lo hanno ricordato con stima e affetto». Il legame profondo e sincero con i suoi studenti attuali così come con gli ex allievi è testimoniato dai numerosissimi messaggi che già nelle scorse settimane erano pervenuti a D’Odorico mentre si stava sottoponendo alle cure. E per lui questa vicinanza è stata di grande conforto, come conferma la moglie Claudia. Ecco alcuni passi dei messaggi dei suoi ragazzi.

Smilla, tra le altre cose, gli ha scritto: «Vorrei che si spegnesse lo schermo, vorrei che riaccendessi le luci della classe e che dicessi “ragazzi la lezione è finita, uscite dall’aula che dentro non si può stare, le bidelle non vogliono”, vorrei venirti a trovare durante una lezione e dire ai tuoi giovani, nuovi, alunni di terza “lui è il miglior prof che possiate mai trovare”, vorrei guardarti e perdermi di nuovo nei discorsi sugli anni di piombo, vorrei ritrovarmi in classe a cantare “non ho l’età” di Gigliola Cinquetti, vorrei rileggere il tuo libro su Aldo Moro per il semplice fatto che sei stato tu a consigliarmelo. E nonostante sia tutto così lontano quando chiudo gli occhi mi sembra tutto così vicino ed è bellissimo». Ecco le parole di Siria: «Volevo dirle grazie per tutto quello che ha fatto, lei è stato uno di quei professori diversi, quelli che si spera sempre di trovare, quelli che spiegano la loro lezione ma anche cercano di capire se il messaggio è arrivato, che cercano di integrare scuola e attualità, che cercano di far sì che la propria materia non sia noiosa. È stato il professore che ci ha accompagnato per 3 anni ed è stato l’ unico con cui riuscivamo a parlare se avevamo problemi perché sapevamo che di fronte non avremmo trovato un muro ma qualcuno che ci ascoltava». E poi Lorenzo: «È stato il miglior professore che abbia mai avuto, mi ha fatto piacere letture che mai mi sarei sognato di approfondire e per questo le sarò sempre riconoscente».

Lo choc per la morte di D’Odorico è stato profondo anche nel mondo del calcio. Molti dei ragazzi che allenava non hanno esitato ad affidare i loro pensieri ai social. Come ha fatto Giovanni: «Un padre calcistico, un insegnante meraviglioso e una persona stupenda. Non riesco a esprimere a parole quanto ti sia grato. Ti porterò sempre con me. Ciao Mister, grazie di tutto». Emanuele: «A 19 anni capisci difficilmente che le critiche di un mister vengono dette per farti crescere. Quelle piccole soddisfazioni che mi sono preso nel mondo del calcio sono grazie a quelle critiche e ai tuoi insegnamenti, di calcio vero. Avrai sempre un posto nel mio cuore. Che la terra ti sia lieve, Mister».

Il funerale, a cui probabilmente avrebbero partecipato moltissime persone, si terrà in forma privata per evitare assembramenti. È stato però deciso di organizzare in un momento futuro un incontro aperto a tutti per ricordare Paolo D’Odorico. —
 

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