Licenza del locale sospesa dopo una rissa: il Tar annulla lo stop, salva la ristorazione

Il tribunale amministrativo regionale cancella la parte relativa alla somministrazione di alimenti e bevande, il provvedimento resta valido solo per il pubblico spettacolo

Il locale di Casali Pasch finito al centro della querelle giudiziaria
Il locale di Casali Pasch finito al centro della querelle giudiziaria

Il Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia si è espresso in merito alla sospensione di 20 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande e di pubblico spettacolo decisa dal questore di Udine nei confronti del locale Casali Pasch-Spuntino, nella campagna di Premariacco. Un provvedimento arrivato la scorsa estate, dopo una nottata particolarmente turbolenta, durante la quale i carabinieri vennero chiamati per una rissa e per una presunta violenza sessuale.

Eccessi alcolici e un caso di violenza sessuale: chiuso per 20 giorni un locale di Premariacco
La polizia giunta a Premariacco per rendere esecutiva la sospensione dell'attività del locale

I giudici della sezione prima del Tar hanno riconosciuto la fondatezza della sospensione di pubblico spettacolo, ritenendola «giustificata e coerente con le finalità cautelari perseguite, ovvero l’esigenza di evitare che la prosecuzione dell’attività possa causare o favorire il protrarsi delle condizioni di potenziale pericolosità sociale, con riguardo esclusivamente all’esigenza obiettiva di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini».

È stato annullato, invece, il decreto del questore nella parte in cui sospende anche l’attività di ristorazione esercitata dalla società che ha fatto ricorso.

I difensori di quest’ultima, gli avvocati Giovanni Stellato e Andrea Cernich, dopo il pronunciamento del Tar hanno affermato: «Esprimiamo soddisfazione per il risultato conseguito, posto che la decisione del Tar ha annullato il decreto della questura nella parte in cui ha sospeso anche l’attività di ristorazione esercitata dalla società della nostra assistita. Attività del tutto estranea ai fatti contestati – hanno ribadito i due legali – e che pertanto potrà proseguire regolarmente come peraltro disposto interinalmente dai precedenti provvedimenti giurisdizionali. La nostra assistita ha sempre cercato una fattiva interlocuzione con le autorità e da tempo ha interrotto ogni attività di pubblico spettacolo».

La questione però, dal punto di vista della giustizia amministrativa, potrebbe non essere chiusa qui, visto che il locale di Premariacco dopo i fatti è rimasto chiuso per qualche giorno. Stellato e Cernich, a tal proposito, hanno dichiarato: «Ci riserviamo un’attenta lettura del provvedimento in ordine a una eventuale impugnazione dello stesso innanzi al Consiglio di Stato tenuto conto del pregiudizio al tempo patito dalla ricorrente a seguito dell’esecuzione della sospensione anche a carico dell’attività di ristorazione con il provvedimento annullato dal Tar».

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