Catturava illegalmente anguille, pescatore denunciato per bracconaggio
Il Corpo forestale regionale e i carabinieri di Trieste sono intervenuti nell’area di confluenza tra i fiumi Corno e Ausa: sequestrati tutti gli esemplari illecitamente catturati e detenuti dal soggetto

Il Corpo forestale regionale e i carabinieri forestali del Nucleo Cites di Trieste sono intervenuti nell’area di confluenza tra i fiumi Corno e Ausa per interrompere e reprimere l’attività di cattura da parte di un pescatore di esemplari di anguilla europea (Anguilla anguilla L.).
L’operazione congiunta e coordinata tra forestali - con il personale del Nucleo anti bracconaggio e delle Stazioni forestali di Cervignano del Friuli e Monfalcone - e carabinieri forestali del Nucleo Cites di Trieste, si è conclusa a fine marzo e ha portato alla contestazione di numerose violazioni sia di carattere penale sia di carattere amministrativo. L’uomo ha infatti agito in contrasto alla normativa sull’antibracconaggio ittico in acque interne (recentemente aggiornata) e alla già citata normativa Cites, che vieta o limita esportazione, importazione e detenzione tramite un sistema di certificazione.

Il pescatore è stato segnalato alla Procura della Repubblica territorialmente competente e sono stati sottoposti a sequestro tutti gli esemplari di anguilla illecitamente catturati e detenuti dal soggetto (sono stati liberati nelle acque della cattura quelli ancora vivi) con gli attrezzi usati, l’imbarcazione utilizzata per la pesca e l’autoveicolo impiegato per il trasporto delle anguille. Sono state contestate infine anche sanzioni amministrative in violazione alle norme regionali sulla pesca di mestiere per diverse centinaia di euro.
L’anguilla europea (Anguilla anguilla L.) è una specie migratrice di elevato valore naturalistico, attualmente classificata in pericolo critico di estinzione a livello internazionale, a causa del forte declino della popolazione registrato negli ultimi decenni. Per questo motivo la normativa nazionale e unionale prevede rigorosi periodi di fermo pesca e specifiche limitazioni alla cattura, finalizzati alla tutela della specie durante le delicate fasi del ciclo biologico e migratorio. La specie è inoltre inserita negli Allegati della Convenzione di Washington (Cites) sul commercio internazionale delle specie minacciate, recepita nell’Unione europea dal Regolamento (CE) n. 338/97.
Tale inserimento comporta stringenti controlli, svolti su tutto il territorio nazionale dai Carabinieri Forestali dei Nuclei Cites, sulla detenzione, movimentazione e commercializzazione degli esemplari, proprio in ragione del rischio di estinzione e del diffuso traffico illegale internazionale. La normativa vigente, anche per l’anno 2026, prevede il divieto di pesca dell’anguilla europea su tutto il territorio italiano nei periodi stabiliti dal decreto vigente (dal mese di gennaio a quello di giugno), misura indispensabile per favorire la ricostituzione dello stock naturale.
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