Spia e registra i terremoti: viaggio nel Centro di ricerche sismologiche dell’Ogs, fra schermi accesi 24 ore su 24, mappe e sonde
Una rete di monitoraggio sismico all’avanguardia, costruita per svolgere delle ricerche sulla sismicità e sulla sismogenesi dell’Italia nord-orientale, capace di fornire un supporto fondamentale alla Protezione civile nella gestione e valutazione del rischio, nella conoscenza di un fenomeno che, a distanza di 50 anni dal terremoto che nel 1976 devastò il Friuli, rimane giocoforza attuale. Presente nella mente di chi, quel 6 maggio, c’era e nella ciclicità di un territorio da sempre incline a tremare. «Quella sera, un ricercatore della stazione di Trieste si rese subito conto della forza del terremoto – spiega Matteo Picozzi, direttore del Centro di ricerche sismologiche (Crs) dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) –. Fu molto bravo a capire la distanza e la magnitudo identificando la possibile sorgente». Ecco come funziona il Crs. (servizio di Simone Narduzzi)
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto
