L’esordio a Manzano e lo sbarco in America Ilcam arreda le cucine di mezzo mondo

L’impresa dei fratelli Zamò, leader nella realizzazione di ante Silvano: la sfida è lo sviluppo nel rispetto dell’ambiente



Il presidente Pierluigi Zamò definisce come uno “spin-off” la storia della sua azienda di famiglia, ossia come quei film che nascono da un filone narrativo principale e assumono poi una dimensione tutta loro. La Ilcam di Cormons ha seguito proprio questo percorso: nata nel 1959 a Manzano dalla volontà del papà, Tullio Zamò, che con tre soci decise di puntare sulle spalliere curvate per l’industria della sedia, oggi è una delle eccellenze del distretto industriale. Questo pomeriggio, alle 17, in sede ci sarà una festa per i primi 60 anni dell’azienda.

LA SCOMmESSA DEL TORNIO

«Il vero segreto della nostra storia – racconta Pierluigi che guida l’azienda assieme al fratello Silvano, vicepresidente – è il cambiamento». A un certo punto, infatti, la ditta smise di curvare i propri prodotti, passando al tornio. Quella scommessa si rivelerà vincente, insieme alla volontà di andare oltre i confini nazionali, per tentare l’avventura dei mercati esteri. Una mossa dettata anche dalla politica internazionale: era il 1976 e l’Italia era colpita dalla crisi petrolifera. Serviva quindi un nuovo sbocco commerciale per l’azienda cormonese, tanto che adesso oltre il 90 per cento dei propri prodotti è riservato all’export.

RIVOLUZIONE ANTINE

Dal Friuli al mondo. Proprio all’estero si iniziò a puntare sulle antine, un nuovo prodotto destinato ben presto a diventare un elemento chiave nella produzione dell’Ilcam. «Le prime che facemmo – ricorda ancora il presidente – erano per i mobili, non per le cucine». Fu proprio lui, dopo il suo ingresso in azienda nel 1975, a spostare l’intera produzione sulle seconde, portando una nuova “rivoluzione”. Dotandosi nel biennio 1985-1986 della miglior linea di verniciatura in Europa, l’azienda approda alla realizzazione di prodotti innovativi, dando inizio a un processo di evoluzione che culmina, nel 1989, nell’avvio della produzione di ante in polimerico. Diventa così la prima realtà del settore in grado di gestire contemporaneamente più tecnologie. Nell’ultimo decennio il volume di affari è raddoppiato grazie a importanti investimenti per la qualità.

FILIALI ALL’ESTERO

In 60 anni di vita, la ditta è quindi cresciuta tantissimo, tanto da aver aperto due filiali in Romania e Slovenia tra il 1994 e il 1995: nella prima ci si occupa di reperire il materiale, attingendo dalle foreste locali; nella seconda si preparano i tranciati. L’unica sede produttiva all’estero è quella negli Stati Uniti, nata quest’anno da una joint venture con una grossa ditta locale: «Il mercato d’oltreoceano ha bisogno di un’operazione locale per essere servito» spiega Silvano.

PUNTARE SULLA QUALITà

Le competenze del settore sono sempre rimaste fondamentali, quindi, assieme a un controllo della qualità dei prodotti. Questa divenne ancora più puntuale dall’inizio degli anni 2000, quando i tre stabilimenti di San Giovanni al Natisone, Manzano e Cormons si riunirono in uno unico, quello che oggi rappresenta il quartier generale della famiglia Zamò e dei suoi 550 operai (si arriva a 1.300 lavoratori contando anche quelli operativi nelle altre sedi a Nordest e nell’Est Europa). «L’inizio del secolo – conferma Silvano Zamò – ha rappresentato per noi l’ennesima svolta. Introducemmo i primi robot e rinnovammo il nostro modo di lavorare».

sviluppo “green”

«Le nuove sfide – prosegue il vicepresidente – sono legate al rispetto dell’ambiente. In circa quattro anni arriveremo a utilizzare materiali derivanti dall’economia circolare. Già oggi metà dell’energia che utilizziamo proviene da pannelli solari e altre fonti rinnovabili». In questa direzione, Ilcam è stata la prima azienda italiana a ricevere la certificazione Fsc, che garantisce la provenienza della materia prima usata da una foresta e da una filiera di approvvigionamento gestita in modo responsabile. «Il fare impresa non può prescindere dal rispetto dell’ambiente – afferma ancora – e non ci siamo mai risparmiati su questo fronte». A testimonianza di ciò ci sono le certificazioni internazionali ottenute per l’impegno nel rispetto della natura. «Nel 2018 – prosegue – siamo stati la 38esima azienda italiana premiata per il welfare aziendale». È anche grazie a questo clima lavorativo che la Ilcam è riuscita a raggiungere i propri traguardi, come le due milioni di cucine nel mondo che oggi presentano suoi componenti, e può ambire a segnarne di nuovi. —



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