Le rondini in città ci liberano da 10 milioni di insetti al mese

Le “turiste” che da anni popolano la città nel periodo estivo sono tornate numerose anche quest’anno e non ci regalano solo il loro garrulo canto: per la dieta cacciano migliaia di insetti al giorno, mosche e zanzare soprattutto. Le rondini sono tornate. Il censimento che da sei anni compiono Lac (Alessandro Sperotto) e Lav (Guido Iemmi), con l’ornitologo Pier Luigi Taiariol, conferma 44 coppie in centro storico (nel 2014 erano 39), due coppie di rondini montane (stabili, una in piazza XX Settembre e una in via Roma). Solo i balestrucci calano (6 contro i 13 di cinque anni fa) «mentre in montagna ce ne sono molti».

In centro storico le condizioni ambientali sono più stabili rispetto a quelle della campagna. «Per avere un monitoraggio affidabile – avverte Taiariol – bisogna lavorare sul lungo periodo. L’ideale è un intervallo di 30 anni». I luoghi preferiti per nidificare sono corso Vittorio Emanuele e piazza XX Settembre. Fino a 20 anni fa la maggior concentrazione era in piazzetta San Marco, «ma dopo i lavori di ristrutturazione, si sono trasferite». Hanno preferito i portici, anche alla loggia del municipio.

Quest’anno il ritardo della bella stagione ne ha rallentato anche l’arrivo. «Le prime, che sono arrivate a marzo – spiega Taiariol – sono state poche e hanno sofferto la fame per cui la prima covata è andata male. La gran parte è arrivata da poco». Il fabbisogno alimentare delle 44 famiglie insediate in città è di 10 milioni di mosche e zanzare al mese. Una ragione in più per amarle. —

M.Mi.



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