Laghetto costretto a chiudere per l'assenza di trote: tutta "colpa" dei cormorani

Laghetti per la pesca sportiva chiusi perché mancano i pesci. Rubati? No, se li sono mangiati i cormorani. Sembra l’incipit di una storiella divertente ma da ridere a Cornino non c’è davvero nulla visto che, a causa dei raid degli uccelli acquatici, la cooperativa Pavees, che gestisce i due laghetti utilizzati per la pesca sportiva, giovedì scorso è stata costretta a chiudere la struttura per tutto il periodo invernale. Ancora guai per i laghetti di Cornino che, dopo il furto di due quintali di pesce subito alla fine di novembre, devono vedersela con altri tipi di ladri.
Una quantità tutto sommato irrisoria quella sottratta dai malviventi in confronto a quanto divorato dai cormorani che, da ottobre a oggi, hanno fatto sparire 25 quintali di trote. «Si tratta di un problema che stiamo cercando di affrontare – spiega il sindaco di Forgaria Marco Chiapolino – ma che non è di facile soluzione in quanto i cormorani sono una specie protetta. Per di più – prosegue il sindaco – non esistono tutele per chi esercita questo tipo di attività: mentre per i furti da predatori subiti da allevamenti è previsto un risarcimento, nessuna tutela spetta ad attività come quella esercitata ai laghetti».
Per contrastare i raid dei voraci pennuti negli ultimi 3 anni si è tentato di tutto: dai dissuasori sonori ad “agenti” anti-cormorano, assunti con il compito di spaventare gli ospiti indesiderati ma le precauzioni sono servite a poco. «Quando siamo partiti tre anni fa – spiega Luca Sicuro, amministratore Pavees e responsabile dei Laghetti – c’era una piccola colonia di cormorani che sottraeva, soprattutto d’inverno, una piccola percentuale delle trote che noi immettevamo. L’anno scorso, ma soprattutto quest’anno, la colonia si è ingrossata in maniera importante e, anziché migrare, vista la grande disponibilità di cibo, rimane tutto l’anno. Attualmente nei pressi dei laghetti ci sono più di 250 esemplari».
I pesci costituiscono il cibo principale di questi uccelli. «La scorsa settimana – spiega ancora Sicuro – in acqua c’erano circa 5 quintali di trote alle quali, per permettere lo svolgimento di gare programmate per lo scorso fine settimana, avevamo aggiunto ulteriori 4 quintali. Risultato? Domenica siamo stati costretti ad annullare le competizioni in quanto il pesce era già sparito. Vista la gravità della situazione abbiamo chiesto un preventivo per una copertura dei laghetti: ma per avere un sistema adeguato che copra la vastissima area e permetta comunque la pesca si prospetterebbero costi insostenibili, oltre un milione e 450 mila euro». —
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