La Terra si scalda? Piste e impianti aperti sul Canin salendo da Bovec

UDINE. Il clima sta cambiando, questo è indubbio. Le temperature medie sono destinate a salire nei prossimi anni, ma nel frattempo quest’inverno sarà ricordato a lungo come uno dei più generosi per le precipitazioni nevose. Ne sanno qualcosa nella località slovena di Bovec, dove, per il secondo fine settimana di fila (a giugno!), apriranno gli impianti di risalita per raggiungere i versanti innevati del Canin.
Da oggi e fino a domenica si potranno utilizzare sia la cabinovia fino ai 2 mila metri (dalle 8 alle 16), sia la funivia per raggiungere quota 2.300 e Conca Prevala (dalle 8.30 alle 11). Un’opportunità più unica che rara per tutti gli amanti della neve, e soprattutto per quelli che ancora non vogliono saperne di riporre nell’armadio sci e racchette. Anche perché la coltre bianca, in quota, supera i due metri di altezza.
Sul versante sloveno del Canin sono già entrati in azione anche i gatti delle nevi, quindi si potrà sciare senza grande fatica. Chi invece vorrà raggiungere la parte italiana dovrà essere attrezzato per lo scialpinismo e il freeride, visto che i tracciati resteranno chiusi (così come gli impianti fino a Sella Nevea).
Il meteo sarà favorevole, con sole e temperature miti, quindi tutto sembra perfetto per trascorrere il fine settimana in quota. Ma guai a farsi trascinare dall’entusiasmo senza prestare la massima attenzione, visto che i pericoli, trovandosi in alta montagna, sono sempre dietro l’angolo.
«In questo periodo dell’anno non ci sono valanghe o slavine – spiega il capostazione di Tarvisio del Cnsas, Luca Onofrio – ma si possono verificare dei distacchi di neve dai versanti nord a causa dell’innalzamento delle temperature. Quindi bisogna prestare la massima attenzione ai percorsi in quota, dove è richiesta una buona padronanza nell’utilizzo di ramponi e piccozza».
La scorsa settimana proprio i volontari del Soccorso alpino hanno utilizzato gli impianti a fune di Sella Nevea (che riapriranno al pubblico a luglio) per un’esercitazione: «Al Gilberti la neve è ancora ben presente, ma da qui a dire che si possa sciare o praticare il freeride ce ne passa. Lo strato si sta assottigliando e con le alte temperature il processo è più rapido.
Credo che la scelta della Slovenia sia stata fatta più per portare i turisti in quota a pestare neve che per praticare lo scialpinismo o il fuori pista. Ciò che è certo – conclude Onofrio – è che negli ultimi anni non si era mai vista così tanta neve sopra i 2 mila metri».
Chi invece dimostra un certo entusiasmo per l’apertura degli impianti di risalita sul versante sloveno è il maestro di sci Livio Sadoch, che ha dato appuntamento a tutti gli appassionati attraverso la pagina Facebook “Sella Nevea Mountain Experience”. «L’altra settimana abbiamo provato direttamente ed è andata bene, ma senza le pelli non era possibile raggiungere l’area del Gilberti per la chiusura dell’impianto in quota. Questo week-end gli sloveni hanno intenzione di riaprire anche quello, quindi credo che l’afflusso di persone sarà maggiore».
Sadoch ricorda come anni fa Sella Nevea fosse pubblicizzata proprio come località dove lo sci era possibile d’inverno ma anche d’estate: «Sul versante italiano non sarebbe stato possibile ripensare a una riapertura straordinaria degli impianti in questi giorni, anche perché la Funifor è sotto manutenzione.
Però credo che quello che stanno proponendo gli sloveni dovrebbe servire da spunto anche per noi, nel caso in cui anche la prossima stagione fosse così generosa in termini di neve. Sciare in questo periodo – chiude Sadoch – è molto divertente e grazie ai social network, il passaparola è più rapido e comunicare un cambio di programma è molto più semplice».
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