La “Polse” cambia gestione la regina delle bruschette lascia

Da trent’anni è l’incontrastata “regina delle bruschette”, servite calde, fragranti, al lardo o al pomodoro, con l’aggiunta, se si vuole, di un pizzico di peperoncino. Una pietanza che ha conquistato i palati di tre generazioni di friulani. Paola Bernardini, titolare de “La Polse”, osteria di via D’Aronco, ha deciso di cedere il testimone. A rilevare il locale sarà la famiglia Brieda, che attualmente gestisce il bar Première di via del Pozzo. «Dopo 46 anni dietro ai fornelli ho deciso di lasciare e di godermi la meritata pensione – annuncia –. L’1 settembre inviterò alla festa tutti gli amici che mi hanno tenuto compagnia».
Paola, il marito Domenico “Meni” Tulissi, scomparso due anni fa, la figlia Jlenia, la sorella Daniela e il genero Davide sono diventati la famiglia di molti universitari che hanno eletto questo locale come ritrovo durante l’ora dell’aperitivo. Complice un prodotto semplicissimo, la bruschetta, «pubblicizzata tra gli avventori grazie alla strategia di marketing più vecchia al mondo, il passaparola», sorride Paola.
«Tutto ha avuto inizio nel 1988 di ritorno da un viaggio in Toscana – racconta Paola -. Ero rimasta conquistata dalla bruschetta e la riproposi all’Arena, il locale che dal 1965 mio marito gestiva assieme al fratello Lionello». Da allora sono passati 10 anni prima che quel pane a fette abbrustolito spopolasse tra i clienti. Il boom è coinciso con la nascita de “La Polse”. E ancora una volta è entrata in gioco l’intuizione di Paola. «Mi sono chiesta: perché non regaliamo la bruschetta, invece di farla pagare? Era un modo per attirare i clienti e per farli sentire a casa loro. Un messaggio di benvenuto a tutti coloro che mettevano piede in questo locale».
Il decennio seguente è stato lo stesso in cui è cresciuto pure l’Ateneo friulano. Una coincidenza fortunata perché gli universitari vanno a frotte a “La Polse”. «Era diventata la prima tappa – spiega Paola – delle serate universitarie». Per gestire la baraonda di studenti, i proprietari hanno inventato uno stratagemma ancora oggi ineguagliabile: al tavolo blocchetto di appunti e penna per consentire al cliente di presentare da solo l’ordine al bancone e, a ogni giro di bruschetta, Paola al microfono annuncia l’arrivo della consumazione. Complice la malattia di Domenico, Paola ha iniziato a valutare alcune proposte. «Anche alcuni cinesi si sono presentati – rivela –, ma io volevo lasciare a persone che non cambiassero questa tradizione». Una sfida che i Brieda hanno accettato. «Nell’86 abbiamo aperto “Alla Quercia” a Paderno, poi nel ’92 il “Premiere”, locale che apriva alle 4 del mattino per servire anche panini caldi al popolo delle discoteche”, dice Luca che rileverà “La Polse” assieme alla moglie Tea e alla sorella, Nadia Tamara. «Con tre figli abbiamo deciso di cambiare vita e dire basta alla vita notturna – prosegue Luca -. Per un mese ho visitato in incognito “La Polse” e ho capito che era il locale giusto». —
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