La giunta sblocca il progetto della coop “Vivere il fiume”

Il progetto si era arenato perché mancava il parere di compatibilità ambientale del Comune. Dopo tre anni il progetto della cooperativa “Vivere il fiume”, nata per il recupero delle aree golenali, può uscire dal cassetto.
Ieri la giunta comunale ha condiviso una generalità – non una delibera – che dà indicazioni agli uffici sulla volontà di proseguire nel progetto di valorizzazione della sponda del Noncello, nell’area tra il ponte De Marchi e il ponte Amman, coinvolgendo terreni pubblici (di Comune e demanio) o privati a uso pubblico (come quello davanti all’area della Santissima di propietà della parrocchia del duomo).
La cooperativa Vivere il fiume aveva presentato un progetto di recupero delle aree golenali del Noncello nel 2014. Oltre alla pulizia dell'area, il progetto prevedeva l'installazione di arredi mobili (chioschi in legno) removibili durante la stagione delle piogge. La società aveva proposto di unire attività sportive e ricreative lungo il fiume e, in un’integrazione del progetto, aveva studiato nell’area dove oggi ci sono i gonfiabili, la realizzazione di una piastra sportiva (campi da tennis e calcetto). L'iter era partito nel 2014 con la costituzione della società e la richiesta delle autorizzazioni alla Regione, visto che il tratto di fiume è di competenza del demanio regionale. Poi però si era bloccato perché il Comune non aveva mai mandato i pareri richiesti.
«In questo modo – spiega l’assessore all’urbanistica, Cristina Amirante – gli uffici avranno una direttrice per poter portare avanti l’istruttoria sui terreni di proprietà o uso pubblico. “Vivere il fiume” potrà in questo modo richiedere e ottenere i pareri rispetto al progetto».
Accanto al progetto della cooperativa, c’è quello di sviluppo dell’area vicina all’ex cotonificio, in un canale che è di proprietà privata. Si tratta di un disegno per creare un polo della canoa e che avrebbe come regista la medaglia olimpica Daniele Molmenti. Questo tassello aiuterebbe anche a mettere in rete il Noncello con il lago della Burida dove la scuola di canoa è già realtà con valenza anche sociale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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