La connessione è instabile, disagi per personale e pazienti: Medicina generale in tilt

segnalare la situazione è Michiela Bruckbauer, referente dell’Aft 9, l’Aggregazione funzionale territoriale che comprende anche i cinque medici di base operativi nella sede sanvitese e che seguono complessivamente circa 10 mila assistiti, oltre metà della popolazione. «Il problema non riguarda soltanto la medicina di gruppo», riferisce, «ma diversi operatori che lavorano nell’area sanitaria vicina all’ospedale»

Silvia Giacomini
La sede della medicina generale a San Vito al Tagliamento
La sede della medicina generale a San Vito al Tagliamento

Ricette elettroniche che non partono, sistemi bloccati, connessioni instabili e pazienti costretti a telefonare più volte o a presentarsi direttamente negli ambulatori anche per richieste urgenti. A San Vito al Tagliamento cresce il disagio legato ai problemi informatici che da oltre due mesi interessano la medicina generale e il complesso sanitario cittadino.

A segnalare la situazione è Michiela Bruckbauer, referente dell’Aft 9, l’Aggregazione funzionale territoriale che comprende anche i cinque medici di base operativi nella sede sanvitese e che seguono complessivamente circa 10 mila assistiti, oltre metà della popolazione. «Il problema non riguarda soltanto la medicina di gruppo», riferisce, «ma diversi operatori che lavorano nell’area sanitaria vicina all’ospedale».

Le criticità segnalate coinvolgono soprattutto le infrastrutture digitali e i collegamenti gestiti da Insiel. Secondo quanto riferito dai medici, i sistemi informatici presentano blocchi frequenti, rallentamenti nell’accesso alle cartelle cliniche elettroniche e difficoltà nell’invio delle prescrizioni mediche elettroniche, ormai fondamentali nella gestione quotidiana dei pazienti. In alcuni casi, i professionisti sarebbero stati costretti a utilizzare hotspot personali per riuscire a collegarsi ai servizi minimi indispensabili. I problemi riguarderebbero anche posta elettronica, gestione delle prenotazioni online e funzionamento dei gestionali sanitari. Le conseguenze ricadono inevitabilmente sui cittadini. «Molti pazienti non riescono a prenotare online, faticano a contattare gli studi o devono recarsi direttamente negli ambulatori», si fa presente. Una difficoltà che pesa soprattutto sulle persone anziane, fragili o con necessità sanitarie frequenti. Secondo Bruckbauer, diventa quindi necessario un intervento rapido per rafforzare infrastrutture e strumenti tecnologici, così da permettere ai professionisti di lavorare in condizioni adeguate e garantire continuità assistenziale ai pazienti.

Sullo sfondo, anche la questione Casa di comunità di San Vito, al centro in queste settimane di osservazioni da parte del Coordinamento del Sanvitese per la sanità pubblica, che ha annunciato venerdì un presidio davanti al Distretto sanitario in piazzale Linteris. Nel volantino diffuso dal Coordinamento si sostiene che la struttura, pur aperta, non svolge ancora pienamente le funzioni previste dal decreto ministeriale 77 del 2022, che definisce le Case di comunità come punti di riferimento per assistenza primaria, integrazione sociosanitaria e cure di prossimità. Tra le criticità, assenza di percorsi chiari per l’utenza, servizi ancora ridotti, mancanza di strumentazione diagnostica di base, scarso coinvolgimento della comunità e problemi di accessibilità per i disabili. Il Coordinamento chiede l’attivazione completa dei servizi, ambulatori specialistici adeguati ai bisogni del territorio e personale Asfo stabile. “La sanità pubblica è un diritto, non una promessa”, è lo slogan scelto per il presidio.

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