iNest, undici progetti dei giovani ricercatori Uniud per la transizione verde e digitale

Dalla manifattura avanzata all’agrifood intelligente: presentati a Palazzo Torriani i lavori dell’Università di Udine in collaborazione con Confindustria

Cinque progetti sulla transizione verde e digitale della manifattura avanzata e due ciascuno dedicati alle innovazioni per gli ecosistemi montani, alla trasformazione sostenibile dell’architettura, delle città e del territorio e all’agroalimentare intelligente. Sono gli 11 elaborati realizzati da giovani ricercatori dell’Università di Udine nell’ambito di iNest, l’ecosistema dell’innovazione del Nord Est, per favorire la competitività del territorio, presentati ieri nella Torre di Santa Maria di Palazzo Torriani, in un incontro organizzato dall’Ateneo friulano in collaborazione con Confindustria Udine.

Dalla transizione all’agrifood

Diverse le soluzioni proposte dagli undici progetti. Si va da un software per la progettazione idrologica e idraulico-forestale nei bacini montani a un sistema di monitoraggio in tempo reale del valore nutrizionale dei pascoli alpini, e da una tecnologia per catturare l’anidride carbonica alla fonte delle emissioni e convertirla in metano sintetico a un sistema che utilizza l’intelligenza artificiale per anticipare i guasti e supportare le decisioni.

Presentati poi anche un sistema che facilita la comunicazione tra l’uomo e il robot, sistemi per la manifattura intelligente, come un prototipo di fresatura robotica, e materiali innovativi per la stampa 3D, applicazioni biomediche ed ecosostenibili grazie a trattamenti su materiali metallici, la valorizzazione del patrimonio industriale dismesso di Udine sud, come l’ex acciaieria Safau. E, ancora, la conservazione e la valorizzazione dei caratteristici Daltz lignei del centro storico di Andreis, l’utilizzo del pullulano per realizzare materiali per conservare la frutta e prevenire patologie fungine e un sistema ad alto valore aggiunto per valorizzare gli scarti del settore vitivinicolo.

Il rettore

«Sono progetti concreti e utili, che si possono immediatamente mettere alla prova per testare la loro validità nei rispettivi ambiti – ha detto il rettore Angelo Montanari –. Grazie alle capacità dei nostri ricercatori e dipartimenti, ancora una volta l’Ateneo dimostra la sua vocazione naturale a favore del territorio e del suo tessuto produttivo con cui mantiene un dialogo costante e fecondo».

Trentasei i ricercatori (compresi gli 11 coordinatori) e tre i dipartimenti coinvolti: Politecnico di ingegneria e architettura, Scienze agroalimentari, ambientali e animali, e Scienze matematiche, informatiche e fisiche.

I giovani imprenditori

«Il progetto iNest – ha evidenziato Giacomo Andolfato, presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Udine – è un’importante iniziativa che rappresenta uno degli ecosistemi dell’innovazione più rilevanti, finanziato dal Pnrr nel Nord-Est italiano. Un motore di sviluppo – ha aggiunto – che connette il sapere accademico con le imprese, elevando il ruolo di tutti».

Tra i benefici del progetto, Andolfato ha ricordato il rafforzamento dell’economia locale, la transizione digitale e green e l’aumento dell’attrattività del territorio. Nel ringraziare il rettore Montanari, che durante la recente inaugurazione dell’anno accademico aveva sottolineato il ruolo cruciale di iNest per le esigenze di innovazione e formazione nel territorio, Andolfato ha ribadito «l’assoluta sintonia di visione».

L’evento

L’appuntamento, intitolato “Giovani ricercatori iNest. Le ricadute dei progetti per la competitività del territorio”, è stato introdotto dallo stesso rettore Montanari e dal presidente Andolfato, insieme a Donatella Cefaloni, dell’Unità operativa specialistica Ricerca, innovazione, fondo sociale europeo plus e altri fondi comunitari della Direzione centrale Lavoro, formazione, istruzione e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia.

A seguire Luca Fabbri, direttore generale del Consorzio iNest, si è soffermato sul progetto e sulle sue prospettive. Il rapporto tra talenti, ricerca e territorio è stato analizzato da Maria Chiarvesio, referente scientifica per l’Università di Udine dell’ambito “Transizione verde e digitale per la manifattura avanzata” di iNest.

«Guardando al futuro – ha concluso Andolfato – dobbiamo consolidare l’esperienza del Pnrr e continuare a valorizzare le competenze di università e imprese. La collaborazione deve essere progettata insieme, per soddisfare le esigenze del territorio nei prossimi anni. In un contesto competitivo, la chiave del successo è unire sapere e saper fare»

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