Il “re” delle piscine non trova personale «Il lavoro nei bar c’è, ma manca la voglia»

Un bar a bordo piscina, l’atmosfera delle ferie e dell’estate e non si trovano dipendenti. È il caso di Matteo Cesarato del Caffè Cristallo che per l’estate 2019 è alla ricerca di personale per le piscine Water Age di via Nogaredo ed Eurosporting di viale del Benessere, entrambe a Cordenons.
«Sto cercando personale femminile per la stagione estiva da inserire nei bar delle due strutture di cui ho la gestione come Caffè Cristallo – ha spiegato –. A oggi me ne mancano tre, due part time e un full time, e non ho più curriculum da valutare».
Una cinquantina le candidature pervenute: di queste una quindicina non si sono presentati (di cui dieci non hanno neanche avvisato, l’ultimo giovedì), alcuni non gradiscono lavorare nei weekend, altri ancora chiedono da subito un contratto a tempo indeterminato.
«Il contratto è dal primo giugno al 15 settembre: per i part time 24 ore la settimana, per i full 40 ore – ha sottolineato Cesarato –. Si tratta del contratto di commercio, che arriva fino a 1.250 euro al mese per i full time comprensivo del rateo di tredicesima e quattordicesima. Non mi pare siano condizioni sfavorevoli per i lavoratori: se è pur vero che c’è gente che sfrutta gli stagionali, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio perché c’è chi tratta bene i dipendenti, ma comunque non si trovano lavoratori».
Nessuna restrizione per i candidati, né di età né tantomeno di esperienza: si accettano anche persone al primo lavoro o che non hanno mai lavorato in un bar.
«La situazione ottimale sarebbe avere tre persone per il Water Age e altrettante per l’Eurosporting – ha rilevato Cesarato – ma non sono riuscito ancora a completare tutte le esigenze. Ho anche richiamato le cinque dipendenti che hanno lavorato l’anno scorso: risultato, ha risposto una sola».
Matteo dà anche l’opportunità di trattenere la dipendente più brava e che ha dimostrato di svolgere bene il lavoro e spostarla al Cristallo per farla lavorare anche oltre la stagione estiva: un incentivo che pare non aumenti l’appeal. «Non so più cosa fare, l’orario non è male perché non prevede la sera: si comincia alle 8. 30 e si finisce attorno alle 20-20.30, a turno – ha concluso Cesarato – quindi non capisco perché ci sia questa difficoltà a reperire personale».
Come rileva il gestore, lo stagionale inoltre ha un periodo molto breve di prova, perché questo è proporzionale al periodo del contratto: dopo cinque giorni bisogna decidere se confermarlo o meno. Inoltre, può andarsene quando vuole, creando non poche difficoltà al datore di lavoro.
«Quella che sto passando io è una situazione piuttosto comune – ha rilevato Cesarato – ed è rivelatrice della difficoltà di trovare lavoratori stagionali». —
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