Il “miracolo” di Laura Bassi: è di nuovo in piedi dopo un terribile scontro in cui perse una gamba

In una maledetta domenica di fine giugno del 2014, allora 19enne, rimase gravemente ferita in un incidente motociclistico a Gemona. Quel giorno ha perso anche il fidanzato. «Le protesi costano tantissimo e lo Stato non ci aiuta»
Udine 21 Marzo 2017 laura bassi Copyright Petrussi Foto Press Turco Massiimo
Udine 21 Marzo 2017 laura bassi Copyright Petrussi Foto Press Turco Massiimo

UDINE. Laura Bassi è di nuovo in piedi. Un “miracolo” reso possibile grazie alle cure riabilitative del Gervasutta e all’ortopedia Tirelli che ha fornito la protesi in fibra di carbonio e titanio.

Ora la ventiduenne udinese guarda con fiducia il futuro nella veste anche di presidente dell’associazione “FormidAbili” dove porta avanti la battaglia «per abbattere le barriere mentali della società nei confronti dei disabili».

Il calvario è finito: Laura Bassi torna a sorridere

Sono passati quasi tre anni da quella maledetta domenica di fine giugno del 2014 quando Laura, allora 19enne, rimase gravemente ferita in un incidente motociclistico a Gemona. Quel giorno, Laura ha perso il fidanzato, la gamba sinistra, una vita normale.

La cattiva sorte l’ha messa di fronte a una delle sfide più importanti. «Ho dovuto fare i conti con la vita troppo presto», dice Laura che, però, ha deciso di non arrendersi e di rinascere. Di rialzarsi in piedi. Prima di tutto con la sola forza del carattere.

L’appello di Laura Bassi: “Trovate sempre la forza, le ragioni per vivere, non cercate scuse”
San Daniele 20 Settembre 2015 30 congresso AFDS @ Pressfoto Massimo Turco

«Prima avevo i miei sogni, i miei obiettivi», racconta, «ora, invece, vivo giorno per giorno e proprio questa filosofia mi ha aiutato».

Dopo i cinque mesi trascorsi in terapia intensiva ha affrontato un primo ciclo di riabilitazione al Gervasutta, dove ha ricevuto anche un valido supporto psicologico. Gli unici sostegni erano la carrozzina o la stampella. «All’inizio non avevo alternative – spiega –. Gli interventi a cui dovevo sottopormi non mi permettevano di pensare a una protesi».

Ha stretto i denti, ha iniziato a nuotare per rinforzare il fisico – «oggi è diventata la mia passione», dice sorridendo –, e, valigia in mano, è andata negli Stati Uniti. Un breve consulto per capire se un giorno avrebbe mai potuto riprendere a camminare con l’uso di una gamba artificiale.

La promessa di Laura: l'incidente non mi fermerà

Quel miracolo – solo nell’1% dei casi a livello mondiale i pazienti che hanno subito una lesione così grave riescono a sopportare la protesi – si è compiuto. Un miracolo di tecnologia realizzato dall’ortopedia Tirelli.

«È stato applicato – spiegano Sergio e Alberto Tirelli – un ginocchio elettronico, regolato da un microprocessore, abbinato all’anca, che controlla il passo. Il bustino è in fibra di carbonio, mentre la struttura sottostante articolare è in titanio. Infine un altro tubo modulare collega il piede sempre in carbonio Triton che garantisce un movimento armonico con le articolazioni di anca e ginocchio».

I molti dubbi e l’amarezza iniziale hanno lasciato spazio a nuovi obiettivi e a una nuova sfida. Quella di “FormidAbili”, l’associazione che Laura stessa presiede. Tutto ha avuto inizio dopo l’incontro con lo studioso d’origini friulane Mauro Ferrari, massimo esperto mondiale di nanotecnologie applicate alla medicina.

«Mi ha detto che avrei potuto essere un esempio – dice – per tutte quelle persone che potevano trovarsi nella mia stessa condizione. Sono andata nelle scuole a parlare di sicurezza stradale e dell’importanza del dono del sangue e degli organi e ho partecipato in carrozzina alla maratona per l’Unesco. Quella prova è stato uno stimolo per andare avanti».

L’associazione si propone di unire persone disabili, e no, nell’amore per lo sport «cercando di avvicinare tutta la società a una problematica ancora poco affrontata».

Alla creazione del sodalizio si è unita anche una raccolta fondi «per aiutare – precisa Laura - chi è in difficoltà ad acquistare le protesi, grazie alle quali, come sta succedendo a me, si può migliorare la propria qualità di vita. Sono costi molto elevati e lo Stato contribuisce solo in minima parte. Basti pensare che un ginocchio costa dai 25 mila agli 85 mila euro e lo Stato rimborsa appena 1.500 euro».

Sabato 25 marzo, alle 20.30, Laura parteciperà alla serata di beneficenza organizzata dalla scuola di danza Axis alla quale parteciperanno 400 bambini. Il ricavato della vendita dei biglietti andrà all’associazione a fronte della donazione del libro «Noi Ambasciatori», un volume che racconta il progetto di otto persone, tra cui Laura, che hanno subito un’amputazione.

Domenica 26, infine, Laura sarà alla maratona Unesco dove saranno messi a disposizione dei normodotati delle carrozzine per capire cosa significa l’utilizzo di questo supporto. «L’intento – conclude Laura – è quello di fare gruppo per sfatare il tabù, ancora troppo grande, sulla disabilità».

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