La roggia del laghetto di San Giorgio a Pordenone diventa una trappola mortale per gli anatroccoli
La conformazione del lago con la spinta delle correnti ha portato i piccoli di Germano reale ad avvicinarsi troppo alla griglia finendo per essere inghiottiti

La cornacchia “aggressiva”, salvata dal Tar, che si sia d’accordo o meno con la sorte a cui era stata destinata su cui per ora i giudici hanno imposto l’alt, ha avuto il merito di risvegliare un sentimento di cura e preoccupazione per gli animali che in modo così evidente forse non si era mai visto.
Si può parlare di rivincita degli animali in città. Dopo il maldestro tentativo del corvide di colonizzare via Damiani, i fucili già schierati per impallinarla fermati a poche ore dalla caccia grossa, un episodio segnalato al giornale racconta di una famiglia di anatroccoli finita inghiottita nella roggia tombinata del laghetto di San Giorgio.
La brutta scena si è consumata sotto gli occhi di alcuni residenti, come il cittadino pordenonese che ha voluto documentare con un video il successivo intervento dei vigili del fuoco che ne ha permesso il salvataggio. Tuttavia non si tratta di un caso isolato e il lieto fine non è scontato. Ora si chiede di porre rimedio a questa situazione, con accorgimenti che permetterebbero ai piccoli esemplari di continuare a nuotare.
La conformazione del lago con la spinta delle correnti ha portato i piccoli di Germano reale ad avvicinarsi troppo alla griglia finendo per essere inghiottiti. Eppure non servirebbe una grande opera ingegneristica per evitare tutto ciò. «Basterebbe qualche accorgimento per far sì che i piccoli siano trattenuti all’interno del laghetto e possano così sopravvivere», spiega il cittadino residente della zona, precisando che gli animali appena nati non riescono a superare la seconda settimana di vita.
«Ritengo anche che quello specchio d’acqua richieda manutenzione per rendere un piccolo gioiello di Pordenone un luogo dove transitare e ammirare la natura tutta, fatta di una fauna e una flora molto particolare». La mobilitazione e le segnalazioni possono fare molto. Il caso della cornacchia ne è la dimostrazione. Ma se per l’uccello, secondo alcuni uccellaccio malefico, pesava l’“accusa” di attentare all’incolumità delle persone, per i piccoli anatroccoli non c’è niente che possa giustificare una fine precoce ed evitabile come quella a cui vanno incontro nel laghetto. Chi ha segnalato il caso, spera che serva a smuovere le acque.
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