Il giudice sospende l’insegnante da scuola: "Violenze sessuali e molestie su 11 allieve"

L’ordinanza è stata notificata venerdì a un professore delle superiori di Udine. La segnalazione partita da alcuni colleghi
Udine 9 novembre 2016 tribunale Copyright Petrussi Foto Press Massimo TURCO
Udine 9 novembre 2016 tribunale Copyright Petrussi Foto Press Massimo TURCO

L’insolenza di allungare le mani a proprio piacimento, un debole per le minorenni e la sfacciataggine di agire anche in presenza di altre persone. È il ritratto che emerge dall’ordinanza con cui il tribunale di Udine ha disposto la sospensione temporanea dall’insegnamento di un docente dell’Isis “Stringher”, accusato di violenza sessuale e molestie nei confronti di undici allieve d’età - all’epoca dei fatti - inferiore ai 14 anni. È una nuova brutta storia di presunti abusi in ambiente scolastico quella raccontata dagli atti del procedimento avviato dalla Procura di Udine nei confronti di un 60enne residente nell’hinterland udinese. Un professore, sposato e impegnato attivamente nel proprio paese, di cui omettiamo le generalità all’unico scopo di non rendere riconoscibili, e quindi di tutelare, le parti offese.

Prof accusato di molestie, l’esperta: «Il maschio è in crisi e abusa del suo potere per paura»
La fila dei banchi viene allestita in vista dell'esame di maturità' in una scuola a Pontedera, 17 giugno 2014. ANSA/ STRINGER



Il provvedimento

Accogliendo la richiesta del pm Elena Torresin, titolare del fascicolo, il gip Mariarosa Persico ha applicato nei suoi confronti non soltanto la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione, indicandone il termine alla fine dell’anno scolastico in corso, ma anche la misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alle ragazzine che, in passato, sarebbero finite nell’orbita delle sue attenzioni e fantasie sessuali. Il provvedimento gli è stato notificato nella serata di venerdì dagli agenti della< Squadra mobile, al lavoro sul caso dall’inizio della scorsa estate - ossia da quando, dall’interno dello stesso istituto, avevano cominciato ad arrivare le prime segnalazioni -, sotto il coordinamento del vicequestore aggiunto, Massimiliano Ortolan.

La difesa
A partire da oggi, dunque, l’insegnante non potrà più sedersi in cattedra, nell’istituto professionale dove prestava servizio da anni. Intanto, il legale che ha nominato di fiducia, l’avvocato Federico Plaino, definisce prematura qualsiasi formula o iniziativa difensiva. «Attendo di poter esaminare gli atti – spiega – e al momento so soltanto che il mio cliente rigetta fermamente ogni addebito». Fresca di deposito, l’ordinanza sarà seguita a giorni dalla fissazione dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip. E, con ogni probabilità, anche da un provvedimento disciplinare della direzione scolastica, che finora, pur se a conoscenza della vicenda, non aveva intrapreso alcun passo di natura cautelare. La preside, da noi ripetutamente contattata, ieri non era reperibile.

L’accusa
Tanti e scollegati l’uno dall’altro, ma ugualmente collocati nei locali e in orario scolastici, gli episodi contestati all’indagato. Si va dai toccamenti del fondoschiena di alcune allieve con il proprio organo genitale, ai palpeggiamenti del seno di quelle e altre loro compagne, e dalle mani infilate dentro i pantaloni di una sola ragazzina, alle carezze alle labbra di un’altra. «Gattina mia, hai un bel fisico», avrebbe detto a una studentessa, infilando la propria mano tra la camicia e il grembiule che indossava durante la sua ora di lezione, e baciandola poi su una guancia, tra una carezza sotto il mento e un’altra sul ventre.

Le audizioni
Tutte tessere di un puzzle che gli investigatori hanno messo insieme in mesi di indagini comprensibilmente delicate e difficili, attraverso l’audizione di ciascuna delle giovani che - in tesi accusatoria – sarebbero state costrette a subire le avances del professore, ma anche degli insegnanti ed educatori che ne avevano raccolto le imbarazzate confidenze e presentato le prime segnalazioni, e di alcuni genitori a loro volta informati sui fatti. In due casi, il capo d’imputazione ipotizza il solo reato, meno grave, delle molestie (comunque contestato anche per le altre nove allieve): contatti fisici che l’insegnante avrebbe ripetuto, facendo scivolare le proprie mani su ogni parte del corpo gli passasse per la testa, dai fianchi, alle gambe, le spalle e la parte superiore dei seni, ma anche strusciandosi e abbracciandosi a loro senza remore. Tutte ipotesi aggravate dall’abuso dell’autorità ricoperta, in quanto insegnante, e dal fatto di avere agito nei confronti di minorenni.

Non era un gioco
Nel valutare le condotte dell’indagato, il giudice ha escluso essersi trattato di toccamenti sorretti «da una volontà meramente giocosa, ovvero non assistita dal fine di libidine». Sostenendo in tal modo la ricostruzione accusatoria proposta dal pm rispetto alla «materialità e all’elemento soggettivo proprio della violenza sessuale», e ulteriormente confortata dalla notizia di reato depositata dalla Squadra mobile già lo scorso luglio e corroborata nei mesi successivi dalle informative venute aggiungendosi al fascicolo.

La Procura
«Quest’inchiesta – è il commento del procuratore capo, Antonio De Nicolo – conferma l’estrema attenzione che il nostro ufficio continua a dedicare al mondo della scuola e a tutti gli ambienti frequentati da soggetti deboli, come anche nel caso delle case di riposo». Una sensibilità che trova riscontro anche nei corsi di formazione specifica organizzati dalla Polizia di Stato, anche rispetto alle modalità di approccio da tenere nei confronti delle persone fatte oggetto di violenze o maltrattamenti. «La prudenza, in questo come in qualsiasi caso del genere, è d’obbligo – conclude De Nicolo –, ma ci siamo mossi dopo avere acquisito un apparato probatorio senz’altro consistente»

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