Il duomo riavrà presto il suo organo restaurato

TRICESIMO. L’organo del duomo tornerà a riempire il cuore di fedeli e appassionati di musica sacra il 17 dicembre grazie a un importante restauro che gli permetterà, dopo 85 anni, di esprimersi in...
Di Luciana Idelfonso

TRICESIMO. L’organo del duomo tornerà a riempire il cuore di fedeli e appassionati di musica sacra il 17 dicembre grazie a un importante restauro che gli permetterà, dopo 85 anni, di esprimersi in tutta la sua armonia e potenza.

«Lo strumento tricesimano fu costruito da Beniamino Zanin nel 1931 in sostituzione di un pregevole organo Nacchini-Dacci del 1752, che era collocato, fin dalla fondazione dell’attuale edificio sacro, in un apposito spazio nella cantoria in alto a destra» racconta Davide Stringaro, che da trent’anni muove le tastiere del duomo.

Poiché lo spazio in cantoria non era sufficiente per ospitare un organo moderno, in chiesa si creò una grande nicchia alle spalle dell’altare maggiore, dove trovò collocazione il nuovo dispositivo e dove è posto tuttora. Uno strumento, però, che all’interno dell’ampia chiesa non riusciva a esprimere tutte le sue potenzialità a causa della mancanza dei necessari registri e delle sufficienti canne».

Non appena installato il nuovo organo, il Nacchini - Dacci fu ceduto per un parziale rientro dalle spese e dal 1932 è utilizzato nella chiesa parrocchiale di Madrisio di Fagagna, ma mai dimenticato dai tricesimani. «Forse per un segno del destino – ha proseguito Stringaro – nel 1931 si decise di lasciare inalterato il vano posteriore alla nicchia del cassone armonico dell’antico organo, comprese le porte d’accesso per la manutenzione, al punto da consentirgli, in futuro e senza difficoltà tecniche, di ospitare nuovamente uno strumento».

Episodio che accadrà eccezionalmente il prossimo 17 dicembre. Oltre all’inserimento del registro “Trombone 16” al pedale, di 12 nuove canne e della sostituzione della consolle con un modello elettronico, il restauro prevede anche la ricostruzione, per quanto possibile, della fonica dell’organo Nacchini-Dacci del 1752.La comunità tricesimana, grazie a un donatore che per ora preferisce restare anonimo, quindi si appresta a vivere una grande festa.

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