Ideal standard, muro contro muro tra coop e multinazionale

PORDENONE. Si riaccende lo scontro tra Ideal Standard e Idealscala dopo che all’incontro di ieri, richiesto dalla multinazionale, la coop ha deciso di non presentarsi. Da un lato l’azienda ha parlato di «un’occasione persa per il prosieguo della negoziazione. Noi tra l’altro aspettavamo i rappresentanti della coop a Milano: nessuno ci ha comunicato che non si sarebbero presentati. L’assenza ci ha sorpreso».
Dall’altra la coop ha ribadito che «non ci sono più ragioni per trattare. Esistono un accordo sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico che parla chiaro e un’offerta da mezzo milione di euro per l’acquisizione del sito di Orcenico che non intendiamo modificare, se non al ribasso».
La coop ha ribadito questo aspetto anche nella lettera trasmessa martedì a Ideal Standard e ieri a Mise, Regione, forze sociali, Unindustria, Legacoop e Confcooperative, con la quale ha chiesto alla multinazionale di attenersi alle intese siglate e di comunicare se è disposta ad accettare la proposta di acquisto formulata (nella missiva non si fa cenno alla mancata partecipazione all’incontro di ieri, ma l’ultimatum lanciato, secondo la coop, lasciava intendere che un summit non era necessario).
Una lettera cui l’azienda ha annunciato che «risponderà nelle tempistiche utili».
Idealscala ha dato sette giorni di tempo per un riscontro: mercoledì, quindi, si dovrebbe sapere se dall’azienda è arrivato un sì o un no. Le strade che potrebbero aprirsi sono due: in caso di via libera da Ideal Standard, proseguirà la negoziazione per fare decollare l’attività in capo alla coop.
Nel caso in cui, invece, la multinazionale decidesse di non attenersi a quanto stabilito al Mise, il progetto di Idealscala sfumerebbe e sarà battaglia legale: l’azienda sarà chiamata a rispondere della propria inadempienza rispetto alle intese sottoscritte.
Non sono da escludere, comunque, nuovi colpi di scena: la multinazionale potrebbe anche non rispettare le tempistiche dettate dalla coop e chiedere una proroga per effettuare valutazioni.
La posizione di Idealscala continua a essere chiara: mezzo milione, prendere o lasciare. Ma anche la multinazionale continua a battere sulla partita economica, ricordando come 500 mila euro siano pochi rispetto ai 5 milioni di cui si era parlato a inizio anno.
Va precisato, però, che allora era in piedi l’ipotesi del comodato d’uso gratuito di terreno, sito e macchinari per sei anni (tre più tre). Inoltre la coop avrebbe potuto acquistare entro i primi tre anni gli asset oggetto del contratto a 5 milioni, mentre per acquisti successivi al triennio tale valore sarebbe stato rivalutato in base agli indici Istat.
I 5 milioni di cui parla Ideal Standard, insomma, erano legati alla via del comodato d’uso gratuito, che oggi è stata abbandonata. Resta il fatto che, se ognuno deciderà di rimanere fermo sulle proprie posizioni, difficilmente il piano della coop potrà decollare.
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