Honsell: "Centro e Giardin grande così ho cambiato Udine"

UDINE. È pronto a sostenere il centrosinistra «nelle forme e nei modi che saranno ritenuti più opportuni» ma non prima di un anno e mezzo. Nessuna corsa al Parlamento in caso di elezioni nel 2017 quindi perché il sindaco Furio Honsell non intende lasciare la guida di Palazzo D’Aronco in anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato. «Voglio portare a termine gli impegni presi con gli udinesi», assicura. E annuncia i prossimi “regali” alla città.
«Entro fine anno approveremo il progetto esecutivo per la pedonalizzazione di Mercatovecchio, che è uno dei luoghi più rappresentativi e belli di Udine. Con il parcheggio di piazza Primo maggio abbiamo reso il centro storico più accessibile, adesso vogliamo valorizzarlo rendendolo anche più fruibile. Poter godere delle bellezze storiche e monumentali passeggiando in tutta sicurezza sarà un valore aggiunto anche per le attività commerciali».
In molti però chiedono di aspettare e ad alcuni architetti non piace la scelta della pietra piasentina..
«Il progetto è frutto di un dialogo con la Soprintendenza, non siamo liberi di fare ciò che vogliamo e rimettere oggi in discussione la piasentina significherebbe bloccare tutto, cosa che dal mio punto di vista non è accettabile. Abbiamo ascoltato tutti, adesso è arrivato il momento di agire».
L’autobus non passerà più?
«Vogliamo trasformare la via in una piazza, ma questo non significa che non sarà possibile raggiungere il cuore del centro con i mezzi pubblici. Con una fermata in piazza Libertà e una in piazza San Cristoforo l’accessibilità sarebbe garantita, ma ovviamente dovremo confrontarci con il gestore del Tpl che oggi ancora non c’è».
Ma qual è la visione d’insieme per il futuro della città?
«Il progetto è chiarissimo ed è nato 9 anni fa. Abbiamo una concezione moderna del centro storico che non deve essere attraversato e asfissiato dalle auto, ma deve essere facilmente raggiungibile con un parcheggio di destinazione come quello realizzato in piazza Primo maggio la cui viabilità sarà ridisegnata attraverso un concorso di idee. La nostra intenzione è quella di collegare il colle del Castello al Giardin grande per ricavare un polmone verde. Poi con l’arrivo delle telecamere intelligenti risolveremo il problema degli ingressi abusivi e potremo completare anche la pedonalizzazione di piazza XX settembre senza dimenticare il restauro della biblioteca e l’ascensore che consentirà di accedere al colle anche da piazza Marconi. Avremo un centro più sicuro e più bello».
Tante grandi opere, compreso il recupero dell’ex macello dove sarà inaugurato il museo di Storia naturale, ma l’opposizione vi accusa di aver lasciato le strade piene di buche e le periferie in stato di abbandono.
«Non è così. Nonostante i tagli siamo riusciti a intervenire e interverremo in moltissime zone che aspettavano da decenni come per esempio in via Tolmino dove c’è un problema di gestione dell’acqua piovana che stiamo risolvendo. Ma penso anche ai tanti interventi di asfaltatura o sulla sicurezza come a Godia o in via Selvuzzis dove c’erano incroci pericolosi nei quali si verificavano diversi incidenti. Sempre sul fronte della sicurezza, al fine di ridurre gli eccessi di velocità, abbiamo posizionato diversi dossi e altri ne arriveranno. E non dimentichiamo l’enorme sforzo compiuto sul fronte dell’edilizia scolastica che è stata stata una nostra priorità (vedi tabella, ndr)».
Al Terminal studenti però è spuntato un altro centro commerciale..
«È un supermercato che consente ai cittadini di poter fare la spesa senza dover andare nei grandi centri commerciali dell’hinterland. In realtà siamo riusciti a mettere in sicurezza la viabilità sfruttando l’intervento dei privati come è accaduto anche in viale Palmanova con la realizzazione delle rotonde».
Cambiamo argomento. Come mai avete deciso di non rinnovare il contratto al comandante della polizia municipale, Sergio Bedessi?
«Perché ho ritenuto corretto coinvolgere nella scelta anche i sindaci degli altri comuni che fanno parte dell’Uti Friuli Centrale al quale dal primo gennaio saranno trasferite le competenze e il personale. E insieme abbiamo deciso che sarà l’Uti a bandire un concorso al quale ovviamente potrà candidarsi anche Bedessi».
Con i concorsi ultimamente non siete molto fortunati. Quello per l’assunzione dei sei vigili a che punto è?
«Le dimissioni di due componenti della commissione e la scadenza del contratto di lavoro di Bedessi hanno di fatto azzerato la commissione che adesso dovrà essere rinnovata. Il mio auspicio è che il concorso si possa concludere al più presto e ho fatto tutto il possibile per procedere in questa direzione. Diciamo che la parte politica ha fatto il suo dovere, poi la responsabilità del procedimento è in capo al dirigente e al presidente di commissione. Non tocca certamente al sindaco verificare il corretto svolgimento delle prove di un esame».
Quello per i vigili non è l’unico concorso che è stato poi “congelato”. Perché anche la ricerca di un nuovo dirigente della Mobilità si è fermata?
«Perché la Gentilini sta seguendo il progetto di via Mercatovecchio e ritenevo fosse importante consentirle di concludere il lavoro di conseguenze le ho rinnovato il contratto per tre mesi».
Un altro motivo di forti critiche è legato alla presenza dei richiedenti asilo. Non sono troppi?
«Sicuramente. Ma questa domanda andrebbe fatta all’ex Ministro Alfano. Oggi hanno individuato la soglia massima in 2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti il che significa che a Udine dovrebbero esserci 250 stranieri mentre in realtà ne ospitiamo sei volte tanti. Insieme alla Prefettura, alla Caritas, alla Croce rossa e ad altre associazioni ci siamo fatti carico di un’emergenza che è stata sottovalutata e abbiamo trovato una soluzione temporanea per dare un tetto alle centinaia di persone che dormivano in strada. Ovviamente la Cavarzerani non è una sistemazione ideale, ma grazie anche all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine non si sono verificati incidenti e, anzi, il numero dei reati secondo quanto riferito dal Questore è in calo».
Nonostante i profughi Udine ha scalato posizioni nella classifica sulla qualità della vita.
«Perché si continua a vivere bene. Ci sono parametri ambientali oggettivi come la qualità dell’aria e dell’acqua, ma anche una buona qualità dei servizi amministrativi e informatici come per esempio la rete della banda larga, ci sono anche ottimi impianti sportivi e i parcheggi, se confrontati con le altre città, sono abbondanti ed economici. Il merito ovviamente non è del Comune, ma di tutti i cittadini che hanno un alto senso civico e una grande dedizione al lavoro che fa sì che, per esempio, la scuola e la sanità siano di ottimo livello. Da parte nostra abbiamo cercato di contribuire anche portando avanti le iniziative della rete di Città sane promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità per assicurare il più alto livello di salute».
Qual è quindi il voto che dà a questo 2016 della sua amministrazione?
«Direi 8 quindi 24/30. Siamo riusciti a ridurre il debito del 30% da 160 a 110 milioni e a portare avanti molte opere importanti».
Il rammarico più grande?
«Il nuovo codice degli appalti ha creato notevoli difficoltà, pur avendo le risorse a volte abbiamo dovuto far fronte a numerosi ostacoli che non hanno impedito certe forme di corruzione come abbiamo visto a Roma, ma che hanno rallentato gli iter».
I tifosi di basket aspettano ancora il Carnera...
«Quello è un progetto che abbiamo ereditato e che stiamo cercando di concludere nonstante le tante difficoltà emerse in corso d’opera».
La sfida del prossimo anno?
«L’Uti sarà una grande sfida. Penso sia l’unica soluzione possibile a uno dei principali problemi del nostro territorio che pur essendo piccolo ha centinaia di enti. In Scozia ce ne sono alcune decine per 5,5 milioni di abitanti e le cose funzionano meglio. La Regione ha fatto una riforma coraggiosa come nel caso di quella sanitaria, dei distretti e dei consorzi. Penso che il Friuli debba essere grato a Debora Serracchiani per l’innovazione che è stata portata avanti sul fronte amministrativo e anche per l’attenzione riservata alla nostra Regione che mai come in questi anni ha ricevuto fondi dal Governo, vedi il caso dell’Aussa Corno».
In attesa dell’Uti oggi i non residenti pagano molto di più anche per alcuni servizi essenziali come gli asili. È una situazione che intendete modificare?
«Con Tavagnacco abbiamo già degli accordi bilaterali. Ovviamente cercheremo di uniformare le tariffe con tutto l’hinterland. L’Uti sarà come la Grande Udine, ma a beneficiare di più del nuovo soggetto saranno i comuni più piccoli, abbatteremo inutili barriere non funzionali alle esigenze dei cittadini».
Le manca l’Università?
«Non ho mai smesso di fare il ricercatore e tengo un ciclo di lezioni speciali a titolo gratuito».
Ma non intende rinunciare all’impegno politico. Il prossimo anno potrebbero esserci le elezioni..
«Sono pronto a sostenere il centrosinistra nelle forme e nei modi che saranno ritenuti più opportuni ma solo quando avrò concluso il mio mandato. Poi vedremo cosa accadrà».
Che regalo le piacerebbe ricevere?
«Vorrei che ci fosse una maggiore disponibilità all’innovazione. Vorrei più coraggio e un atteggiamento meno reazionario. Per vincere le sfide del futuro bisogna cercare di guidare il cambiamento, non mantenere lo status quo».
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