Grillo: scorretto il provvedimento del giudice

UDINE. «L’ingegner Grillo non intende allo stato entrare nel merito della vicenda, che tanto l’ha coinvolta personalmente e professionalmente, riservando le valutazioni del caso alle deputate sedi giudiziarie».
Lo precisa in una nota l’ex consigliere provinciale Valeria Grillo all’indomani della diffusione della notizia dell’ordinanza con cui il giudice del lavoro ha respinto il procedimento cautelare, attivato con il cosiddetto “rito Fornero”, contro il licenziamento per presunta giusta causa intimatole dalla ThermoKey «sebbene ella – aggiunge – fosse in stato interessante».
«L’ingegner Valeria Grillo - si legge ancora - ha preso atto della risonanza mediatica data alla notizia e ritiene che il provvedimento (peraltro pronunciato all’esito di un’istruttoria sommaria, propria del rito) non sia corretto, soprattutto in relazione alla situazione fattuale. Attiverà, pertanto, nei termini di legge, un procedimento ordinario di primo grado di fronte al Giudice del Lavoro. L’interessata non ritiene corretto discutere della questione al di fuori delle sedi giudiziarie e stigmatizza quindi il clamore dato alla vicenda da parte dell’attuale proprietà della società Thermokey, tanto più che riguarda un provvedimento meramente interinale. Peraltro tale atteggiamento si palesa del tutto contraddittorio rispetto alle manifestazioni di stima e di fiducia che il precedente Consiglio di Amministrazione aveva reiteratamente formulato nei confronti dell’ingegner Grillo negli oltre 14 anni di carriera svolti all’interno della società».
Si inserisce nella vicenda anche Marco De Agostini, segretario politico del Movimento Friuli. E si lamentandosi del fatto che l’azienda Thermokey, diffondendo un comunicato in cui dava conto del primo esito della una causa di lavoro tra Valeria Grillo e la stessa ditta, ha associato il nome dell’ingegnere a quello del movimento da lui rappresentato.
«Si ingenera nel lettore il convincimento che la Grillo abbia commesso una serie di azioni scorrette (sanzionate dalla Vs. ditta con il licenziamento e, sinora, avallate dalla giustizia italiana), anche atte a favorire il nostro partito politico». L’avvocato di Thermokey si è scusato, ma De Agostini insiste: «Quanto è accaduto è molto grave per una forza politica con una storia che inizia nel 1966 e che può vantarsi di non essere mai stata coinvolta nel malcostume imperante in questo Paese».
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