Gli alpini piangono Luigi Venturini

Decorato con la croce al valor militare, aveva 93 anni. Oggi a Roveredo le esequie

ROVEREDO IN PIANO. Con Luigi Venturini, classe 1921, si sfalda un altro pezzo di memoria storica del secondo conflitto mondiale. Difficile condensare in poche parole un percorso di vita intenso come quello dell’alpino roveredano, scomparso a 93 anni.

Dal 20 dicembre del 1941 al 27 gennaio del 1943 Venturini è stato marconista e radiomontatore nelle fila del 3° battaglione Misto Genio sul fronte russo. Era incaricato di provvedere alla ricezione dei radiotrasmettitori della brigata alpina Julia. Per aver dato «prova di un coraggio non comune» è stato decorato con la croce al valor militare: incurante del fuoco nemico, era riuscito comunque ad assicurare i collegamenti radio del comando di un battaglione, affrontando i proiettili. Il 27 gennaio, a Valuiki, Venturini è stato catturato.

Racconterà l’inferno dei campi di prigionia dell’Unione sovietica nel suo libro “La fame dei vinti” edito nel 2013. Le feroci angherie, il freddo, le privazioni e le malattie segnano il suo corpo, ma non piegano, però, la sua voglia di vivere e la sua forza d’animo. «Siamo stati salvati – spiegherà nell’intervista raccolta dal giornalista Enri Lisetto nel volume “I nostri alpini” – dalle donne russe, perché altrimenti saremmo rimasti lì, morti. Dopo quattro anni, del resto, ci siamo salvati in pochi».

È uno dei pochi reduci a ritornare a casa, nel dicembre del 1945, e a provare la gioia di riabbracciare i suoi cari, fra le lacrime di sollievo. E in particolare i genitori, ormai disperati per la lunga attesa.

Comincia ad annotare le sue memorie già nel 1946, ma riordina i suoi diari nel 2000, all’indomani della visita del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alle fosse comuni di Tambov. In quel gesto del capo dello Stato Venturini disse di aver ritrovato la sua Patria. La sua storia e la sua caratura morale lo hanno reso il presidente ideale per la sezione friulana dell’Unione nazionale italiana reduci di Russia. Lascia i figli – Carlo Venturini, medico, lavora all’Azienda sanitaria 5 – la nipote, i parenti e la comunità di Roveredo nel dolore. I suoi funerali saranno celebrati oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa parrocchiale di Roveredo, con partenza dalla Funeral home Prosdocimo in via del Turco 2 a Pordenone. La famiglia raccomanda: non fiori, ma donazioni all’Unione nazionale reduci di Russia.

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