Giuliana e Sabrina, due mamme unite da un tragico destino: il male le ha portate via

MORTEGLIANO. Un duplice grande dolore ha scosso la comunità di Mortegliano, in lutto per la scomparsa di due madri di famiglia, quasi coetanee e originarie del paese, che un destino crudele ha accomunato nella malattia e nel decesso, sopraggiunto nei giorni scorsi.
Si tratta di Giuliana Durì in Turco, 50 anni (il funerale è stato celebrato giovedì 27 a Talmassons, dove viveva con la famiglia) e di Sabrina Furlan in Nazzi, 51 anni, sposata a Sammardenchia di Pozzuolo, alla quale sarà dato l’estremo saluto sabato 22, alle 16, nella chiesa di Mortegliano.
Aveva combattuto contro il male con grande convinzione e dignità Giuliana, che in settembre avrebbe festeggiato 25 anni di matrimonio con Giovanni Turco, lasciato nel dolore assieme ai tre figli. La piangono anche la mamma Lea e la sorella Elena, che risiedono a Mortegliano. Disponibile con tutti, buona, semplice: così la descrive chi le ha voluto bene.
Era dedita alla famiglia, ma anche alla comunità parrocchiale, al cui interno svolgeva servizio di catechista e di ministro straordinario dell’eucaristia, andando anche a visitare gli ammalati per portare loro la Comunione.
«Una grande eredità spirituale quella che ci lascia, da portare avanti, che aiuterà i familiari e i parenti a superare l’angoscia del distacco e a capire quali sono i valori autentici della vita», ha detto monsignor Giuseppe Faidutti, arciprete di Mortegliano, concelebrando il rito funebre con il parroco di Talmassons don Enrico Pagani e con il padre saveriano Alfredo Turco, cognato della scomparsa, che opera a Parma. Un altro fratello di Giovanni è invece missionario in Congo, anche lui nell’ordine saveriano.
Sarà sempre monsignor Faidutti a trovare le parole della fede per confortare familiari, parenti e amici di Sabrina Furlan, che riposerà a Mortegliano, accanto al padre Giuseppe, mancato otto anni fa.
Non meno colpita la comunità di Sammardenchia, dove Sabrina abitava con il marito Leonardo Nazzi, idraulico, e due figlioletti (il maggiore ha appena concluso le scuole dell’obbligo) ai quali dedicava tutta se stessa. A Mortegliano non sanno darsi pace la mamma Fernanda e il fratello Claudio, attivo nell’associazione dei donatori di sangue. Anche in questo caso è stata una malattia a spezzare anzitempo un progetto di vita.
Cordoglio del quale si fanno interpreti i sindaci Fabrizio Pitton, di Talmassons, Denis Lodolo di Pozzuolo e Roberto Zuliani di Mortegliano. —
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