Esuli istriani, per non dimenticare

Momenti intensi e significativi, ieri, durante la Giornata del Ricordo organizzata dalla Provincia nel cortile di Palazzo Pera Sbrojavacca e proseguita in sala consiliare. Numerosi gli studenti dell’Isis Lino Zanussi, accompagnati dal professor Luciano Bubbola e del liceo Pujati di Sacile, accompagnati dalle insegnanti Barbara Cigalotto e Tatiana Pinto, e molti i rappresentanti delle associazioni degli esuli giuliani e dalmati, con sindaci e amministratori di Pordenone, Sacile, Spilimbergo, Fanna, Sequals e Roveredo, assieme ad Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, associazioni degli alpini Ana Pordenone centro, dei mutilati e invalidi di guerra, per cause di servizio, Istituto del Nastro Azzurro e per le onorificenze cavalleresche, associazione caduti e dispersi in guerra, accanto ai sodalizi di carabinieri, finanzieri, Anpi provinciale, vigili del fuoco, bersaglieri e carristi. Sulla lapide, posta nel 2006 “a perenne memoria degli istriani, fiumani e dalmati che, per barbara mano, trovarono ingiusta morte nelle foibe”, Silvano Varin, presidente dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia, col prefetto Pierfrancesco Galante, il presidente della provincia Alessandro Ciriani e il sindaco Claudio Pedrotti, hanno deposto la corona di alloro. Ciriani ha duramente stigmatizzato il colpevole oblio, subito dalle vittime italiane delle foibe e dagli esuli, per un sessantennio, prima dell’istituzione della Giornata del Ricordo. Il presidente Ciriani, ricordando la tragedia di tutti gli italiani assassinati nelle foibe dai partigiani di Tito, ha anche duramente condannato Palmiro Togliatti, segretario del Pci, che nel 1944 aveva auspicato l’occupazione da parte dei comunisti titini, assieme ai partigiani garibaldini italiani di “Istria, Dalmazia, Venezia Giulia e Friuli, fino al Tagliamento”. Il sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti ha ricordato le condizioni disumane dell’esodo e in particolare gli episodi legati al trasferimento in treno di miglia di esuli istriani e dalmati da Ancona a Parma, fra invettive e offese dei residenti lungo tutto il tragitto ferroviario.
Silvano Varin, presidente degli italiani di Venezia Giulia e Dalmazia ha parlato della dura condizione degli esuli istriani in Italia e nelle comunità alle Villotte di San Quirino, Roveredo e al Dandolo. Applaudito in sala consiliare l’appassionato e minuzioso intervento di Flavia Maraston, che ha ripercorso la storia delle terre istriane e dalmate fin dall’età romana, anche con l’ausilio di filmati sulla tragedia delle foibe “impossibile da quantificare” e sul dramma dell’esodo. A tutti gli studenti l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha regalato la pubblicazione “Confine Orientale” di Guido Rumici.
Sigfrido Cescut
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto