Emergenza profughi, La Lega contro i prefetti: invadiamoli di telefonate

UDINE. La sesta commissione consiliare approva il “Programma stralcio immigrazione 2015” che destina 200 mila euro a progetti di integrazione per rifugiati o richiedenti asilo e il centrodestra alza il livello dello scontro. La Lega Nord, infatti, invita i cittadini friulani a tempestare di telefonate la prefettura di Udine in segno di protesta per la presenza dei profughi in Regione, Forza Italia continua a contestare le scelte della giunta e il Ncd parla, per il Fvg, di rischio di trasformazione del territorio in una Lampedusa del nord.
Carroccio
Nei giorni scorsi l’idea era nata da Matteo Salvini – attraverso il suo profilo Twitter –, ma ieri è stato il gruppo del Fvg a rilanciare il guanto di sfida diffondendo attraverso i social network un proprio volantino contrario all’immigrazione e diretto, in particolare, alla prefettura di Udine. «Altri arrivi di clandestini nella nostra Regione – si legge –: basta! Friulano zitto e lavora che con le tue tasse paghi 1.200 euro al mese ogni clandestino. Chiama in prefettura anche tu per dire basta a questa invasione».
Con il corollario del teorema rappresentato dal numero di telefono dell’ente. «In questa Regione siamo arrivati ad un punto tale – ha spiegato Massimiliano Fedriga – per cui le prefetture, ormai, senza nemmeno il consenso degli enti locali invadono di clandestini l’intero territorio. Bene, allora noi diciamo che i prefetti si prendano le loro responsabilità e che spieghino ai friulani come mai esistono sindaci, espressione della maggioranza di governo in Fvg, che possono opporsi all’arrivo dei clandestini e altri ancora che, invece, devono tacere e subire».
Ma il segretario regionale della Lega ne ha anche per Serracchiani. «I provvedimenti – ha tuonato – sono sempre più l’espressione di uno Stato centralista aiutato dalla presidente della Regione che, invece di salvaguardare i cittadini del Fvg, obbedisce supinamente agli ordini che riceve dal suo capo Renzi».
Delibera approvata
Ieri, intanto, la sesta commissione consiliare ha dato parere favorevole, a maggioranza, alla delibera di giunta della scorsa settimana che stanzia 200 mila euro a favore dei progetti – dall’alfabetizzazione primaria alla conoscenza dei servizi sociali e sanitari locali – per rifugiati o richiedenti asilo.
«È semplicamente - ha spiegato l’assessore Gianni Torrenti - la prosecuzione delle iniziative regionali di accompagnamento dei richiedenti asilo politico pensate soprattutto per cercare di coprire il lungo periodo, che può arrivare anche a sei mesi, di totale passività a cui sono condannate queste persone sino a che la loro domanda non viene accolta o respinta. Cerchiamo di far superare la diffidenza dei territori, dei sindaci e dei cittadini, rendendoli più competenti rispetto a come affrontare la problematica. Ricordiamoci che non stiamo parlando di villeggianti, ma di persone che non si possono nemmeno collocare in luoghi troppo piccoli e isolati perché non ci sarebbe mai integrazione con la popolazione».
No del centrodestra
Una posizione che non ha convinto Riccardo Riccardi il quale, già mercoledì, si era scagliato contro il provvedimento di giunta. «Al posto dei facilitatori per la convivenza – ha aggiunto ieri – dovremmo istituire i facilitatori per la sopravvivenza della gente normale che non riesce ad arrivare a fine mese». E sul tema è intervenuto anche Alessandro Colautti sottolineando le peculiarità della regione. «Il Fvg vive una situazione – ha spiegato il capogruppo Ncd – diversa dal resto d’Italia. Come realtà di confine subiamo non soltanto l’immigrazione via mare, ma anche quella via terra. E se non capiamo come serva sì una forte azione comune tra i diversi Governi, ma anche un occhio di riguardo per questa Regione, corriamo il serio rischio di trasformare il Fvg in una Lampedusa del nord».
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