Trasferiti 15 profughi ma si cercano altri posti

TARCENTO. Iniziato il trasferimento dei 32 richiedenti asilo che da settimane vagavano senza meta in città. Dopo lo sgombero dei 15 afghani e pakistani effettuato, l’altro giorno, dai carabinieri dall’edificio demaniale situato all’angolo tra via Chinotto e viale Trieste, il prefetto, Delfina Provvidenza Raimondo, sta verificando la disponibilità dei sindaci con la Regione. E mentre Malborghetto continua a respingere anche la proposta di accoglierne una ventina, il sindaco di Tarcento, ieri pomeriggio, ha messo a disposizione un albergo dove possono essere accolte 15 persone.

A Udine, in attesa dell’accoglienza, restano altrettanto e per questo la Regione sta cercando altri posti in tutto il Friuli. Il trasferimento dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, avvenire dopodomani o al massimo venerdì. Nessuno lo afferma apertamente, ma il no del sindaco di Malborghetto ha complicato le cose perché nel Comune del Canal del Ferro erano destinati tutti i rifugiati arrivati in città da Tarvisio.
I 15 rifugiati dormono da diverse settimane nell’edificio demaniale di viale Trieste, situato proprio di fronte alla caserma dei carabinieri.
Sono stati accolti dai volontari dell’associazione “Ospiti in arrivo” gli stessi che continuano a lanciare, sui social network, appelli per invitare i cittadini a donare coperti, abiti e generi alimentari. I profughi, infatti, dormono su giacigli di fortuna in edifici senza servizi igienici, acqua e corrente elettrica. «È in corso una verifica con la Regione che ha l’interlocuzione con i Comuni, per capire come distribuire le quote» spiega il prefetto nel dirsi fiduciosa di giungere, a brevissimo, a una conclusione.
In effetti, l’assessore regionale all’Immigrazione, Gianni Torrenti, assicura di aver ricevuto disponibilità ad accogliere i richiedenti asilo da alcuni Comuni e che giovedì mattina sarà in grado di rendere pubblica la mappatura.
Una cosa è certa: se i sindaci si rifiutano di accogliere i profughi, la Regione prova a convincerli ma se non ce la fa a raggiungere l’obiettivo, cerca un’altra destinazione. Questo è successo a Malborghetto e così, a cascata, la protesta del sindaco ha bloccato il trasferimento dei profughi giunti a Udine da Tarvisio.
«Stiamo facendo un discorso collettivo - continua l’assessore regionale - perché in un discorso di area vasta i sindaci possono mettersi d’accordo e aprire le strutture a rotazione».
L’assessore insiste con l’area vasta perché nei piccoli comuni dove si possono accogliere poche unità di persone diventa complicato garantire l’assistenza, la presenza dei mediatori culturali e la sicurezza.
«Per chi ha già fatto questo percorso l’esperienza è positiva» conclude Torrenti soffermandosi sulle ricadute economiche che l’accoglienza può avere nei piccoli comuni e sui protocolli d’intesa per autorizzare i sindaci a utilizzare i migranti nei lavori socialmente utili.
Non va dimenticato infatti che i proprietari delle strutture aperte per accogliere i profughi ricevono 29,50 euro al giorno per ogni persona ospitata.
Conti a parte, a seguito della situazione internazionale, il numero degli arrivi è destinato ad aumentare ecco perché sono in molti a chiedere la creazione di un centro di accoglienza temporaneo in città in grado di accogliere i profughi nel periodo tra la presentazione delle richieste di asilo politico e l’individuazione dei posti di accoglienza.
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