Electrolux a Susegana, la crisi è alle spalle ma serve flessibilità

PORDENONE. A quattro anni dal famoso accordo, ma sono di più quelli in cui lo stabilimento di Susegana ha utilizzato gli ammortizzatori sociali, per la fabbrica veneta del Gruppo Electrolux è arrivato il momento di dichiarare chiusa questa fase.
Risolta la crisi, finiti gli esuberi, affrontato anche il problema delle persone con ridotte capacità lavorative, per i contratti di solidarietà arriva la conclusione anticipata, a fine febbraio anziché a fine marzo.
Ma... Come in tutte le belle storie, c’è sempre un ma... Nel caso si tratta di una richiesta di flessibilità oraria che l’azienda ha avanzato a sindacati e lavoratori: si tratta di 56 ore che diventerebbero aggiuntive nel periodo estivo, dove la domanda è sostenuta, e in detrazione nel periodo invernale, a bassa stagionalità. E su questo il confronto è - al momento - sospeso in attesa delle assemblee in programma a Susegana nei prossimi giorni.
L’andamento di Susegana è stato, come si intuirà, quello centrale affrontato ieri a Mestre tra la direzione di Electrolux e le organizzazioni sindacali. Degli altri stabilimenti si è discusso poco, salvo per confermare che a Porcia la questione esuberi è, invece, ancora aperta e per informare che i colloqui con la Roncadin di Meduno, potenzialmente interessata ad assumere lavoratori provenienti da Electrolux, sono ancora in corso.
Questione ammortizzatori, infine, molto aperta per Solaro, lo stabilimento che produce lavastoviglie e che al momento ha un trend che resta distante dagli obiettivi di piano, stante la scadenza a fine anno dei contratti di solidarietà. Per i lavoratori lombardi i sindacati ipotizzano di fare pressing sul Governo per verificare la possibilità di prorogare l’utilizzo degli ammortizzatori, evitando così i licenziamenti.
Nulla da dire per Forlì, la fabbrica di forni piani cottura, che per prima ha chiuso in anticipo il piano di ristrutturazione.
Tornando a Susegana, la positiva notizia si scontra con il clima che si vive all’interno dello stabilimento veneto. Diciamo che il tema della flessibilità oraria non è tra quelli più amati dai lavoratori in generale, quindi l’argomento è ostico di per sè.
A ciò si aggiunge il fatto che a Susegana l'azienda ha dichiarato decadute le Rsu perché i sindacati non avevano provveduto, prima della scadenza naturale, a convocare nuove elezioni. Lo stop era stato determinato dal licenziamento di un delegato storico della Fiom, Augustin Breda, che ha però fatto ricorso contro un licenziamento ritenuto illegittimo. Proprio l’attesa su questa vicenda aveva spinto i sindacati a optare per l’attesa, anziché per un nuovo voto.
Per cui pare che ieri a Mestre, la Fiom nazionale fosse orientata ad accettare la proposta dell’azienda su flessibilità oraria e stop alla situazione di crisi; non altrettanto gli ex delegati di fabbrica. Dalle assemblee arriverà l’indicazione definitiva sulla questione.
L’ultimo aspetto legato alla vicenda è quello relativo agli incentivi all’esodo che, dichiarato concluso lo stato di crisi, a questo punto non verranno più concessi, salvo a coloro che hanno già presentato richiesta e che contano di uscire entro fine febbraio.
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