Diluvio sul Friuli, 2 morti e milioni di danni
A Grado allagate decine di negozi e abitazioni. Una mareggiata a Lignano “mangia” la spiaggia e distrugge il pontile di Pineta
Vento forte, con raffiche superiori ai 140 km/h, acqua alta e mareggiate sulla costa capaci di allagare il centro di Grado e di devastare la spiaggia di Pineta a Lignano. L’ondata di maltempo che si sta abbattendo da tre giorni sul Friuli ieri ha raggiunto il suo apice portando, oltre ai danni, anche la morte. Due infatti le vittime causate dal maltempo e in particolare dal vento. La prima a Primulacco di Povoletto dove un agricoltore di 68 anni è stato travolto da un muro mandato in frantumi da una raffica di vento, la seconda a San Giovanni al Natisone dove un kosovaro di 22 anni è finito fuori strada con l’auto auto, mentre nella zona imperversava un fortunale con vento forte e pioggia fittissima. Il maltempo non ha però risparmiato la pianura, la fascia collinare e la montagna dove, a causa delle nevicate, i collegamenti elettrici sono ancora precari nonostante gli sforzi dell’Enel. Ingenti i danni, si parla già di diversi milioni di euro. Al lavoro oltre 150 volontari della Protezione civile oltre ai Vigili del fuoco. Le vittime. Danni, ma anche vittime causate dal maltempo. Due, a pochi chilometri di distanza, rispettivamente Primulacco di Povoletto e San Giovanni al Natisone; e alla stessa ora, le sei del mattino, quando le raffiche di vento e la pioggia squassavano anche la pianura friulana. Volveno Braida, agricoltore di 68 anni, è stato travolto nel capannone della sua azienda mentre stava eseguendo piccoli lavori da un muro frantumato dal vento. L’ha trovato ormai senza vita il fratello alcune ore dopo. A San Giovanni, invece, tre kosovari stavano andando a lavorare quando il conducente ha perso il controllo della sua Punto, impazzita a causa dell’asfalto viscido e il forte vento, schiantandosi contro un muretto. Kushtrim Gegay, 22enne residente a Gorizia è morto sul colpo, i due compagni sono rimasti feriti: gravissimo Ilir Gashi 38enne residente a Gorizia, che viaggiava sul sedile anteriore, lato passeggero. Meno gravi le condizioni del conducente Adil Jashari, 50 anni di Romand d’Isonzo. Acqua alta. Il mare ieri mattina ha letteramente invaso il centro di Grado mandando in tilt il centro balneare, provocando allagamenti ovunque e danni a grappoli. È accaduto tutto in pochi minuti. Al vento di tramontana si sono poi sostituiti scirocco e libeccio. Il mare così ha cominciato a minacciare la città allagandola quasi completamente. Intanto la furoa dell’acqua ha mangiato diversi metri cubi di spiaggia. Oltre novanta centimetri, ad esempio, l’altezza dell’acqua alla stazione delle corriere. Danni alla spiaggia, alle terme, e naturalmente ad abitazioni e negozi. Per gran parte della giornata l’isola è rimasta isolata da Aquileia e raggiungibile solo da Monfalcone. Oltre 50 i volontari della Protezione civile al lavoro. Solo nel tardo pomeriggio l’allarme è rientrato, ma la gente dovrà restare ancora qualche ora col fiato sospeso perchè il rischio acqua alta è ancora elevato. La mareggiata. I danni provocati dal maltempo nell’altra località balneare della regione, Lignano, sono, se possibile, ancora superiori. Ieri mattina infatti il mare si è “mangiato” la spiaggia di Pineta, oltre 100 mila metri cubi, vanificando gli interventi di rimpascimento avviati negli ultimi anni. L’acqua ha poi inghiottito, sempre a Pineta, i 50 metri di pontile isolando in mezzo al mare la celebre Pagoda. Sono già stati stimati danni per oltre un milione di euro e sarà molto difficile il ritorno alla normalità per la prossima stagione turistica. Fiumi al limite. I fiumi Aussa, Stella e Corno, insieme ad altri canali minori sono tracimati in diversi punti a Torviscosa, Palazzolo dello Stella, Aquileia, Terzo, Lignano. Ad Aquileia in località Anfora Quarta Partita, sono al lavoro i volontari della Protezione civile con i sacchetti di sabbia per contenere il corso d’acqua. Danni in collina. A Forgaria uno smottamento di non trascurabile entità ha costretto a una parziale interruzione la provinciale Napoleonica. Nelle prossime ore i tecnici valuteranno il da farsi. A Gemona, per il persistente pericolo caduta coppi dai tetti, resta chiusa via Bini, cuore del centro pedemontano. Valichi chiusi. Non va meglio in montagna. Se la neve ha fatto felici operatori turistici, ha compromesso in diverse parti la transitabilità delle strade. Chiusi il Passo della Mauria e quello di Monte Croce Carnico, problemi (per ora risolti) sulla strada per lo Zoncolan, la cui cima è stata sferzata da venti superiori ai 140 km l’ora, e della val d’Incarojo. Chiusa per pericolo frane anche la strada provinciale che dal capoluogo carnico porta ad Amaro. Sempre a Tolmezzo, dove in poche ore sono caduti oltre 130 mm di pioggia, Vigili del fuoco al lavoro per arginare le infiltrazioni d’acqua alle scuole medie e all’istituto Solari. Anche alcuni settori del carcere sono stati allagati. E per fortuna che il meteo prevede nei prossimi due giorni un miglioramento, anche se graduale.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto
Leggi anche
Video