Dichiarato il fallimento del mobilificio Presotto Ma c’è già un investitore

V.v.

brugnera

Un passaggio doloroso ma necessario per ripartire e dare una speranza ai suoi 107 dipendenti. Presotto Industrie Mobili spa, con sede in via Puja a Brugnera, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Pordenone: i giudici Lanfranco Tenaglia, Roberta Bolzoni e Lucia Dall’Armellina hanno pronunciato la sentenza il 4 novembre, affidando ad Alberto Poggioli il compito di continuare quanto già iniziato con il concordato preventivo in continuità, che era stato omologato nell’estate del 2019.

Una strada, spiega l’advisor legale di Presotto, l’avvocato Enrico Bevilacqua, che lo storico mobilificio non è riuscito a percorrere fino in fondo anche a causa del freno imposto dal Covid. Ora una società veneta che opera nello stesso settore ha manifestato un «concreto interesse» per la Presotto, che ha deciso di presentare istanza di autofallimento. Sono già iniziate le interlocuzioni con la società intenzionata ad affittare e poi acquistare un ramo d’azienda.

Nell’ottica di dare continuità e sicurezze ai dipendenti, sono state avviati insieme ai sindacati e alla Regione i primi passi per chiedere al ministero dello Sviluppo economico la cassa integrazione. A seguire da vicino la vicenda sono Filca Cisl, Fenea Uil e Fillea Cgil. «Sapevamo che c’erano difficoltà a pagare i vecchi debiti – spiega Sonia Quatrida di Filca Cisl – anche se ora lavoro ce n’è: i dipendenti non avanzano stipendi, tranne quello di ottobre che è bloccato dal fallimento. Alla luce dell’interessamento da parte di un imprenditore, ci sono i presupposti per chiedere la cassa integrazione straordinaria. Ci auguriamo che si concretizzi il prima possibile, in modo da dare continuità ai lavoratori».

I tempi, sia per la cassa integrazione che per gli accordi con la nuova società, dovrebbero essere piuttosto brevi. L’adunanza dei creditori invece è stata fissata per l’8 marzo del prossimo anno. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto