Delusione d’amore: beve acido, è gravissima

Premariacco: Stephanie Visintini, 19 anni di Orsaria, è in coma in terapia intensiva. Il padre Valter: la nostra famiglia è distrutta, non abbiamo più lacrime

PREMARIACCO. Cercare la morte a 19 anni. Scegliere di andarsene per una pena d'amore. Ingerire un violentissimo acido per cancellare la vita e, con essa, la sofferenza di un rapporto travagliato.

È successo a Orsaria di Premariacco, nel pomeriggio di mercoledì: ora l'esistenza di Stephanie Visintini, secondogenita di Valter Visintini, titolare e gestore della storica panetteria-pasticceria del paese, è appesa a un filo.

Il liquido corrosivo ha provocato danni pesantissimi all’apparato digerente: le condizioni della ragazza, in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, sono preoccupanti.

A Facebook il ruolo della cassa di risonanza, in questa storia terribile. E non è la comunità, stavolta, a farsi veicolo della notizia: è invece il padre di Stephanie a gridare al mondo – all’indomani della disgrazia – il suo dolore per il gesto della giovane, rivelando la sconcertante verità.

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Lo ha fatto sui social e non si tira indietro nel mondo reale: «La nostra famiglia è distrutta. Non abbiamo nemmeno più lacrime», dice, attonito, nel laboratorio del suo forno artigianale, dove nonostante tutto continua a lavorare.

«Quel ragazzo – aggiunge – ci ha rovinato, ha annientato Stephanie». Quel ragazzo è Matteo, il 21enne (ora in Germania, dove il padre gestisce una gelateria) che aveva fatto perdere la testa alla figlia di Valter e Isabelle Visintini ormai parecchi mesi fa e che dopo un lungo tira e molla l’aveva lasciata «proprio nel momento in cui – ricostruisce il proprietario del forno – lei stava per raggiungerlo in Germania».

«Aveva comprato il biglietto dell’aereo – spiega – , ma si è ripetuto, senza alcuna variante, il copione verificatosi in novembre, alla vigilia del compleanno di Stephanie: come allora, anche nella seconda occasione il fidanzato l’aveva chiamata il giorno prima della partenza e le aveva detto che tra loro era finita, che non si facesse più vedere. Tutto questo dopo averla illusa con un ritorno, con una breve vacanza a Velden. Per mia figlia è stato un colpo durissimo. Ma noi, purtroppo, pur non avendo mai condiviso quella relazione e avendo cercato in ogni modo di convincere Stephanie a interromperla, non ci siamo resi conto di quanto fosse compromessa la situazione, della precarietà del suo stato d'animo...».

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Settimane di dolore, di disagio interiore. Finché la 19enne crolla. Sono le 17.30 di mercoledì, appunto. Stephanie è in casa con la madre: è proprio lei ad accorgersi dell’accaduto, fortunatamente all’istante o quasi. Vede la figlia in preda a un violento attacco di vomito.

Capisce subito: accanto alla ragazza c’è la bottiglietta di acido che il marito aveva portato a casa per pulire le piastrelle e che aveva intimato ai figli di non toccare, per l’assoluta pericolosità del liquido.

La donna riesce a reagire allo choc e a lanciare immediatamente l’allarme, chiamando il 118: l'arrivo dei soccorsi è tempestivo e Stephanie viene trasportata d’urgenza al Santa Maria della Misericordia.

«Le ripercussioni subite dall’esofago e dallo stomaco – rende noto sempre Valter Visintini – sono gravissime». Le prossime ore saranno decisive.

E tutto il Comune di Premariacco, adesso, attende e spera, stringendosi idealmente attorno a questa ragazza che con la sua decisione estrema ha ricordato il potere, devastante, della fragilità emotiva dei giovanissimi.

Soffriva, Stephanie, preda di un sentimento uscito dai binari e capace di schiacciare l'entusiasmo per la vita che dovrebbe essere patrimonio di qualsiasi ventenne. E dire che tutti coloro che la conoscono raccontano di un animo solare, di una ragazzina allegra, esuberante.

Fra le sue doti spicca l'abilità nelle discipline equestri. «Le mancava solo un esame – spiega ancora papà Valter – per conseguire il patentino di istruttore francese, ben più difficile da ottenere di quello italiano: l’amore per i cavalli le è stato trasmesso dai miei suoceri, che risiedono a Parigi. Aveva superato brillantemente i vari livelli precedenti. Poi, però, il fidanzato era riuscito ad allontanarla anche da quella passione...».

Della tragedia consumatasi in casa Visintini sono stati informati i Carabinieri della Compagnia di Cividale: la dinamica dell'episodio, peraltro, era priva di dubbi o di ombre.

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