L’allarme dello psicologo: «Il malessere dei giovani porta a superare i limiti»

Dopo il dramma di Stephanie Visintini. L’esperto etichetta la nuova generazione come «falsi adulti». «È di moda esternare i propri sentimenti con gesti eclatanti»

UDINE. Una volta vigeva il detto che «I panni sporchi si lavano in famiglia».

C’era una volta, inoltre, un’età adolescenziale che durava dai 14 ai 18 anni. Poi si conquistava la maturità e la libertà.

Oggi, invece abbiamo a che fare con dei «falsi adulti, con dei ragazzi che rimangono adolescenti e che esternano il loro malessere a tutto il mondo superando i limiti».

A dirlo è il presidente dell’ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia, Roberto Calvani.

Un’affermazione che suona da campanello d’allarme per una generazione che «fatica a crescere, non per cause proprie, ma per un mondo che la circonda che non la mette in condizione di farlo, perchè non dà prospettive».

Il dramma di Stephanie Visintini è il dramma anche di molte ragazze «che tendono – spiega Calvani – a fondersi e sottomettersi agli altri per fragilità cercando di apparire perfette davanti alla madre, al padre e al proprio fidanzato e che sentono come un fallimento l’essere respinte o non accettate nei loro sentimenti».

«Il mal d’amore – osserva lo psicologo – è sempre esistito, ma una volta si soffriva in silenzio. Oggi invece i giovani fanno uscire il loro malessere con gesti eclatanti, che vanno oltre i limiti dell’esagerazione».

È la «generazione dei finti adulti», come la definisce il presidente dell’Ordine.

«Siamo portati a pensare erroneamente – puntualizza Calvani – che i nostri figli crescono velocemente, più in fretta delle precedenti generazioni. Invece, la mancanza di lavoro, il protrarsi degli studi, il vivere in famiglia per molti anni li porta ad essere eternamente adolescenti».

«Si è ragazzini fino ai 25-26 anni – questo è il pensiero dell’esperto – Fino a quell’età si pensa sempre che ci sia un genitore alle proprie spalle pronto a giustificare qualsiasi tipo di gesto, a riparare quando si superano i limiti».

«Purtroppo – continua – questa generazione di ventenni manca di indipendenza. L’identità si struttura più avanti. E l’incertezza e il malessere sono sempre dietro l’angolo».

C’è poi l’altra questione quella legata al mondo femminile.

«Le ragazze di oggi – spiega Calvani – tendono a vivere per gli altri. Si sentono soddisfatte solo quando danno buone aspettative a chi le circonda. Il loro obiettivo è quello di apparire perfette. Facendo questo si sottomettono al volere di terze persone con la conseguenza di creare un vuoto interiore, di non risultare mai appagate. È così che anche la perdita di un fidanzato «viene vista come un fallimento personale. Le famiglie auspicano per la propria figlia il fidanzato migliore e quando le ragazze non riescono a soddisfare questa aspettative si chiudono in loro stesse e si sentono sconfitte».

«Questo si riscontra nell’amore, ma anche nella scuola – aggiunge –. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di giovani che tentano il suicidio per insuccessi scolastici». I gesti eclatanti e il superamento dei limiti fanno parte dell’essere eternamente adolescenti. «Nel subconscio – dice il presidente dell’Ordine degli psicologi – non ci si rende conto di ciò che si fa. Si pensa che ci sia sempre un genitore pronto a rimediare ai propri guai. Questo si riscontra nei giovani, ma soprattutto nelle donne, che, in questo mondo, sono sempre più fragili».

Ed ecco, quindi, quanto è importante il ruolo dei genitori al giorno d’oggi. «Maggiore è la presenza dei genitori – conclude Calvani – , minori saranno i conflitti. I nostri figli non vanno lasciati soli e va spiegato loro fin da subito quando i limiti non vanno superati».

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