Davide Toffolo racconta la nascita del Coro anni 10

L’esordio del “Coro rock” nella serata di chiusura del recente Far East Film Festival di Udine ha gettato un potente fascio di luce su un progetto nuovo, unico, innovativo e tutto pordenonese.

L’esordio del “Coro rock” nella serata di chiusura del recente Far East Film Festival di Udine ha gettato un potente fascio di luce su un progetto nuovo, unico, innovativo e tutto pordenonese. Sostenuto dal Comune e realizzato grazie alla collaborazione di una struttura ormai qualitativamente molto attrezzata come il Deposito Giordani, il progetto del coro nasce da un’idea di Davide Toffolo, leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti sempre alla prese con idee che attraversano sia il suo personale percorso artistico di fumettista sia quello della band. Intanto, anche dopo essersi “svelato” in occasione dell’anteprima udinese, il coro è e rimane un laboratorio, un mezzo per rielaborare la nuova musica italiana del periodo che va dal 2000 al 2010 (per questo viene anche definito “Coro anni dieci”) attraverso la partecipazione gratuita di 80 volontari.

Toffolo afferma che «il coro è nato dal laboratorio di nuova musica popolare ed è attivo da circa 4 mesi al Deposito Giordani. Quello di Udine è stato un vero e proprio battesimo che ha messo in luce tutte le peculiarità del nostro ensemble, musica, teatro e aspetto visivo (nell’occasione siamo anche stati aiutati dagli allievi dell’Accademia di teatro Nico Pepe di Udine), e posso dire che dopo l’esordio il coro è pronto a tutto».

Il Coro anni dieci non è quindi solo un progetto musicale in senso stretto dal quale poter sviluppare analisi meramente musicali o artistiche, ma uno strumento che fotografa un momento di vita e di crescita sociale.

«Il coro - sottolinea Toffolo - si muove nello spazio, interagisce con la realtà e produce immaginario. Io sono il regista, ma ci sono anche un maestro di coro (Leo Virgili) e un preparatore per il movimento (l’attore Francescopaolo Isidoro); e poi, c’è la gente che canta, che ha rappresentato la sorpresa più bella. Il “Coro anni dieci” ha un nome che evoca un decennio importante. Gli “anni zero” sono finiti e gli “anni dieci” sono il nostro presente. Tutto routa, quindi, attorno a una serie di domande. Che cos’è la musica popolare odierna, cosa vuol dire stare insieme oggi che la nostra società è tanto cambiata, cos’è diventata la nostra città. Sono tante le cose che mi interessa raccontare con questo progetto».

Sappiamo che al coro partecipano persone di età compresa tra i 20 e i 50 anni, in un incontro unico basato sull’arte. In questo senso sono stati fondamentali i contributi di artisti della scena musicale pordenonese come Paolo Baldini, Luca Grizzo e Roberto Vignandel.

«Vedo crescere l’idea di giorno in giorno – conclude Toffolo – e voglio che diventi sempre più un’indagine sulla nuova musica popolare. In futuro ci sarà un disco e altre performance dal vivo. Ascoltare il coro cantare e vedere la crescita nella qualità delle azioni teatrali di persone che non lo hanno mai fatto prima seriamente è davvero stimolante. Penso che in questi “anni dieci” si potranno fare cose belle».

Maurizio Capobianco

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yyIN MEMORIA DI

MARIO MOMI

Samuele Editore indice la prima edizione del premio letterario Mario Momi per opere di poesia inedite. Con l’iniziativa si vuole ricordare la figura del poeta pordenonese Mario Momi - scomparso nel dicembre 2009 e inserito nella collana “I poeti di Pordenone - Poesia del Novecento”, a cura di Ludovica Cantarutti - e fornire ai partecipanti al concorso uno stimolo utile alla crescita del loro percorso poetico. Sarà pubblicato un quaderno con i testi selezionati e al vincitore assoluto andrà la targa Mario Momi. Durante la serata di premiazione, in programma il 25 settembre nella sala teatrale della parrocchia citatdina di San Francesco, in via Cappuccini, verranno letti i testi finalisti e alcune poesie di Mario Momi.

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