Dai capannoni agli hotel, in Fvg il centrodestra elimina vincoli e burocrazia

Ampliamenti facili anche per chi vuole aprire nuovi alberghi. Il Pd parla di leggi ad personam: norme che generano caos

UDINE. Dopo le imprese, gli alberghi: vecchi o nuovi che siano. Nelle pieghe della nuova legge “omnibus” è stato infatti presentato un emendamento firmato dai leghisti Lorenzo Tosolini, Mauro Bordin e Stefano Mazzolini con cui si garantisce una serie di deroghe in materia urbanistica per coloro che vorranno realizzare nuove strutture di accoglienza turistica.

Capannoni più grandi senza burocrazia: procedure semplificate per le imprese


Nella precedente “omnibus”, lo ricordiamo, era già stata applicata una sorta di deregolamentazione che consentirà agli albergatori di allargarsi fino al 60% della superficie, contro il “vecchio” 35% o i 200 metri cubi vigenti come limite.

E la quota potrà diventare perfino illimitata, qualora i lavori servano a creare piscine, aree relax e zone fitness: queste non saranno conteggiate nella volumetria, a patto che l’albergo punti a passare almeno alle tre stelle.

Nel testo approvato venerdì, però, il centrodestra è andato ancora oltre modificando la omnibus precedente. La maggioranza, infatti, ha stabilito come le deroghe non varranno soltanto per gli alberghi esistenti, ma anche per quelli che si potranno costruire in futuro con un via libera applicabile in tutte le aree comunali – anche quelle residenziali – e su qualsiasi tipo di immobile esistente al 31 dicembre 2018.

Concretamente, quindi, un imprenditore potrà acquistare una palazzina a uso residenziale e trasformarla in un albergo senza che il Comune si possa opporre anche allargando le zone vincolate. Il tutto con la possibilità di ampliare la superficie fino al 50% dell’esistente.

Un tetto che sale al 60% nel caso in cui l’albergatore si rivolga per i lavori a imprese con sede sociale in Friuli Venezia Giulia. «Incentiviamo la riqualificazione degli immobili e l’economia – ha sostenuto Mazzolini – eliminando una serie di vincoli che appesantivano l’attività delle aziende».

Opposto, invece, il giudizio del Pd che già in Aula, con il capogruppo Sergio Bolzonello, aveva puntato il dito proprio contro Mazzolini parlando, nemmeno troppo velatamente, di leggi “ad personam”.

«Non stiamo semplificando – ha detto Bolzonello assieme alla collega Mariagrazia Santoro –, bensì complicando l’ordinamento con continue modifiche e contro modifiche che non garantiscano alcuna certezza per chi opera. Stiamo creando un coacervo normativo che creerà sviluppo soltanto per i tribunali e toglie potere ai sindaci».

L’ultima «trovata del centrodestra – aggiunge Bolzonello – è la deroga ai piani regolatori per realizzare cinque nuovi alberghi: sono stati abbandonati i ragionamenti complessivi a favore di quelli particolari».

Posizioni opposte su una legge che martedì 25 sarà varata in via definitiva dal Consiglio e che al suo interno contiene già la possibilità per le attività produttive con sedi in aree industriali, oppure artigianali, di ampliamenti con richieste burocratiche semplificate nel caso in cui l’impresa si debba adeguare a prescrizioni tecniche derivanti da normative comunitarie, statali e regionali.

Non soltanto, però, perché il centrodestra ha pure deciso come, oltre a questo, le aziende poste in aree artigianali e industriali potranno adeguare le proprie strutture, semplicemente rivolgendosi allo sportello delle attività produttive, fino a un massimo del 70%. —


 

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