Capannoni più grandi senza burocrazia: procedure semplificate per le imprese

Approvato l’emendamento della Lega che consente ampliamenti degli stabilimenti fino al 70%. Bordin: «Una decisione a misura d’impresa». Bolzonello: «È un inaccettabile “liberi tutti”»

UDINE. Una semplificazione fondamentale per le piccole aziende secondo la Lega. Una sorta di “liberi tutti” destinato a creare enormi grattacapi per il Pd che, per questo motivo, non ha partecipato al voto.

In mezzo, tra le due posizioni, si innesta l’ennesimo casus belli tra maggioranza e opposizione nelle vesti, questa volta, di una nuova possibilità concessa alle imprese per l’ampliamento delle proprie superfici aziendali dopo quelle già contenute nella precedente “omnibus” della maggioranza.

IL TESTO DELLA LEGA

Il Carroccio, con le firme di Mauro Bordin e Lorenzo Tosolini, ha infatti presentato un emendamento, poi approvato, che prevede la possibilità per le attività produttive con sedi in aree industriali oppure artigianali di ampliamenti con richieste burocratiche semplificate nel caso in cui l’impresa si debba adeguare a prescrizioni tecniche derivanti da normative comunitarie, statali e regionali.

Non soltanto, però, perché il centrodestra ha pure deciso come, oltre a questo, le aziende poste in aree artigianali e industriali possano adeguare le proprie strutture, semplicemente rivolgendosi allo sportello delle attività produttive, fino a un massimo del 70%.

Questo significa, in estrema sintesi, la possibilità di quasi raddoppiare, in via semplificata, capannoni, tettoie e altri impianti esterni quali, a titolo esemplificativo, silos, macchinari di trasformazione, filtri e vasche di decantazione.

In più, d’ora in avanti, le imprese in caso di necessità di mantenimento oppure ampliamento dell’attività o dei livelli occupazioni potranno, con decisione del Consiglio comunale e fino a un massimo di 5 mila metri quadrati, aumentare la propria superficie anche in deroga alle zone artigianali e industriali.

Da tutto ciò, grazie a un emendamento del grillino Cristian Sergo accolto dalla maggioranza, saranno però esclusi gli allargamenti legati alle cave aperte e presenti in regione.

«È una sorta di inaccettabile liberi tutti – ha attaccato il capogruppo del Pd Sergio Bolzonello –. Una porcata amministrativa e per questo motivo non parteciperemo al voto».

A fargli eco ci ha pensato la consigliera Mariagrazia Santoro per la quale «il facile slogan della semplificazione non si attua semplicemente eliminando le regole».

Opposto, invece, il giudizio del Carroccio. «Abbiamo integrato le fattispecie di ampliamenti autorizzabili in sede di sportello unico – hanno spiegato Bordin e Tosolini –. Tale tipologie si affianca a quelle già previste per tutti gli adeguamenti di immobili o di impianti per assolvere a obblighi e prescrizioni tecniche disposte da leggi europee nazionali o della Regione».

L’Aula ha quindi approvato un emendamento di Tosolini-Bordin-Mazzolini (Lega) che prevede precisazioni al Codice regionale dell’edilizia (legge regionale 19/2019).

«È stato rimosso il limite del 20% della superfice utile per realizzare serre solari, bussole e verande funzionalmente connesse all’edificio principale e di tutti quegli interventi di rendimento energetico eseguiti su edifici esistenti o su nuove costruzioni – dichiara Tosolini –. È stata inserita la possibilità in ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione, di arretrare il profilo della facciata non solo nel rispetto delle prescrizioni di allineamento dei piani comunali, ma anche per rispettare eventuali prescrizioni in materia di distanza dei confini».

Da parte della giunta, tramite l’assessore Pizzimenti, si prevede che i cittadini costretti ad allontanarsi per motivi di incolumità personale dall’alloggio agevolato potranno ripresentare domanda per una nuova agevolazione.

TURISMO

Via libera nel corso della omnibus in discussione ieri – e che completerà il suo iter martedì – anche al testo presentato dall’assessore Sergio Bini che riporta all’interno della struttura di PromoTurismoFvg la promozione strategica del nostro territorio mettendo, così, la parola fine al bando esterno che, attualmente, valeva diversi milioni di euro in virtù di una programmazione pluriennale.

L’ulteriore mission di PromoTurismoFvg sarà finanziata grazie a quattro milioni di euro complessivi: due per il 2020 e altrettanti per l’anno successivo.

«L’agenzia possiede al suo interno le competenze necessarie – ha spiegato Bini – per svolgere questo ruolo consentendo, quindi, alla Regione di risparmiare svariati milioni di euro all’anno».

Pollice verso, invece, per il Pd che per bocca dell’ex assessore al Turismo Bolzonello ha sostenuto come «PromoTurismoFvg abbia soltanto una parte delle competenze necessarie e andrebbe rafforzata». —


 

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