Consalvo racconta il carcere in Sri Lanka: «Sono botte e fame»

Liberato dopo tredici mesi di prigionia, è rientrato in Italia «Eravamo in 90-100 in una cella di dieci metri per venti» 

«Sono dimagrito dieci chilogrammi, non ti lasciano chiamare casa o ambasciata, sono botte, non ti danno da mangiare...». Così Antonio Consalvo, 33 anni, l’uomo arrestato poco più di un anno fa in Sri Lanka perché trovato in possesso di droga, e rientrato venerdì in Italia, ha raccontato ai microfoni della Rai la sua esperienza nel carcere di Negombo, situata a 37 chilometri a nord della capitale Colombo.

«In carcere, a Negombo, ci davano da mangiare riso e qualche salsa, uova e banane, a volte un pezzo di carne o di pesce», ha ricordato nell’intervista il giovane. Consalvo ha raccontato di aver vissuto in questi tredici mesi in una cella di «dieci metri per venti» sovraffollata: dentro dormivano in «90-100 persone», con «una turca aperta, una vasca d’acqua, ti lavavi, mangiavi e tutto lì».

Condizioni igienico-sanitarie precarie che hanno provocato al 33enne italiano un’infezione. «Sono stato male. Piano piano sono guarito». Consalvo ha spiegato che come terapia in carcere gli è stato somministrato soltanto del paracetamolo: «Non ti danno nulla». Il giovane ha raccontato inoltre che non gli hanno mai consentito di telefonare ai propri familiari: «Ti dicono che non puoi». Per la sua liberazione si sono mobilitati numerosi politici italiani: il sottosegretario all’ambiente Vannia Gava, il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Luca Ciriani, che aveva presentato un’interrogazione ai ministri della Difesa e degli Esteri, il sentaroe di Forza Italia Franco Dal Mas. L’appello lanciato dalla madre Lucia Catania, che non aveva avuto più notizie dal figlio, è stato accolto.

Consalvo era stato arrestato in aeroporto in Sri Lanka perché era stato trovato in possesso di marijuana. Ai microfoni della Rai il 33enne di Cordenons ha riferito di ignorare che le conseguenze penali in quel paese per il possesso di droghe leggere. La normativa in Sri Lanka è severissima per la detenzione di tutte le droghe, non solo quelle pesanti: per il ragazzo si sono aperte così all’istante le porte del carcere. Qui è rimasto quasi un anno, sempre in attesa della celebrazione del processo.

Finalmente giovedì l’iter giudiziario si è concluso. Antonio Consalvo è stato rilasciato. La pena di dodici mesi per detenzione di sostanze stupefacenti è stata convertita in un’ammenda di cento euro. In realtà il giovane di Cordenons ha già praticamente scontato l’intera pena con la carcerazione preventiva. È stato disposto così il rimpatrio del ragazzo, che è atterrato nei giorni scorsi allo scalo di Venezia. Potendo riabbracciare finalmente la sua famiglia. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto