Ci sono nuovi orsi in Carnia. E "il giovane" Elisio ha attraversato a nuoto il lago di Cavazzo

L'esemplare di quattro anni ha lasciato Verzegnis per raggiungere la Slovenia. Secondo diverse segnalazioni, gli animali si aggirerebbero anche tra Forgaria e Preone

UDINE. Elisio, l’orso monitorato dai ricercatori dell’università di Udine, ha attraversato il lago di Cavazzo a nuoto prima di trasferirsi in Slovenia. Al suo posto, sulle montagne tra Verzegnis, Preone e Socchieve, è arrivato un altro orso bruno.

Molto probabilmente un maschio che segue le orme di Francesco. La sua presenza viene confermata dagli studiosi dell’ateneo friulano impegnati da oltre un anno nella lettura dei dati trasmessi dai radiocollari che Elisio, l’ultimo orso catturato a Verzegnis, e Francesco, l’orso biondo insediato da tempo in Carnia, portano al collo. I ricercatori sono in attesa dei risultati delle analisi effettuate sui campioni di pelo raccolti nel bosco per stabilire la provenienza e l’età del nuovo esemplare. Ma non è ancora tutto perché lungo il Tagliamento tra Forgaria e Flagogna non mancano altre segnalazioni di plantigradi.

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Anche gli avvistamenti di Francesco si moltiplicano e Stefano Filacorda, il coordinatore del gruppo di ricerca specializzato sulla gestione della fauna selvatica, prova a comporre la mappa degli orsi in Friuli. Si stima la presenza di una decina di esemplari.

Iniziamo con Francesco, il figlio di Kj2, l’orsa abbattuta in Trentino perché aveva aggredito un pensionato: ha 10 anni, può viverne altrettanti ed è arrivato in Carnia dal Trentino nel maggio dello scorso anno. Da allora si sposta tra Verzegnis, Preone, Socchieve, Ampezzo arrivando, è successo nelle ultime settimane, fino a Tramonti di Sotto e di Sopra, nel pordenonese. Di tanto in tanto, Francesco incrociava Elisio, l’orso di 4 anni catturato tre mesi fa a Verzegnis trasferito in Slovenia. «Elisio ha attraversato il lago di Cavazzo a nuoto. L’ha fatto lo scorso 26 agosto tra le 22.37 e le 23».

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Filacorda riferisce il dato con una certa emozione, stentava a crederci quando ha analizzato le rilevazioni. Li ha controllati più volte per ricostruire il tracciato. «È passato sopra la galleria sulla strada statale, arrivando da ovest. È sceso a sud della centrale idroelettrica, a circa 400 metri di altitudine, e da lì ha attraversato il lago a nuoto spingendosi verso est, nelle vicinanze dell’ex osservatorio che si nota dall’uscita della galleria». Incredibile davvero.

In questa mappa abbiamo raccolto gli spostamenti di Elisio e Francesco e le segnalazioni di altri esemplari in regione. Quella contrassegnata in rosso è la zona in cui si muove e sposta l'orso Francesco mentre in blu il percorso che ha compiuto l'orso Elisio per raggiungere Caporetto. Le icone in giallo mostrano la presenza degli altri animali, soprattutto nelle Valli del Natisone, nella zona di Forgaria nel Friuli, nelle aree frequentate dagli altri due esemplari e nel Tarvisiano.

Sempre in agosto e sempre Elisio si era spostato nella zona scelta per il raduno degli hippy: «Arrivava fino sulla cresta che dominava l’area del raduno – continua il ricercatore – dopodiché è tornato a Verzegnis per scendere a Cavazzo e Pioverno, dove ha danneggiato alcuni alveari. È rimasto lì una notte – continua lo studioso –, ha attraversato il Tagliamento passando tra Portis e Venzone ed è salito lungo la Venzonassa». Da qui si è spostato verso i Musi, a Sella Carnizza, a Uccea e nell’area del monte Canin. Un dato per tutti: «Da Cavazzo in due giorni è arrivato a Caporetto. Ora si trova nella parte interna della Slovenia. Se fosse un orso sloveno – sottolinea lo studioso – tutto questo sarebbe normale. Se invece fosse un orso trentino il caso assumerebbe maggior interesse»

In attesa di ricevere i risultati delle analisi che confermano la provenienza di Elisio, Filacorda si limita a dire che «l’animale ha tutte le caratteristiche di un orso sloveno che torna lì». Ma in Slovenia deve fare attenzione perché da quelle parti i cacciatori hanno già ucciso, per errore, un orso collarato dal gruppo di ricerca dell’università di Udine. Non a caso, nei giorni scorsi, dall’ateneo friulano è partita una missiva per avvertire i colleghi sloveni della presenza dell’orso giunto dall’Italia. Filacorda auspica di creare una sorta di accordo transfrontaliero sullo studio degli animali.

Il percorso di Elisio è interessante perché, per la prima volta, consente di studiare il passaggio del plantigrado tra Bordano e Pioverno. «Storicamente abbiamo sempre trovato le tracce dell’orso nel Tagliamento – aggiunge Filacorda –, ma non avevamo mai avuto modo di stabilire un punto di monitoraggio». Nel letto del Tagliamento non mancano gli avvistamenti del plantigrado, soprattutto tra Forgaria e il monte di Flagogna. Tutto lascia supporre che si tratti di un nuovo orso, forse lo stesso che, dopo Elisio, ha distrutto le arnie a Pioverno.

Tra la valle dei Musi e il parco delle Prealpi Giulie, da circa tre mesi, si aggira pure Baloo, l’orso fotografato dai cacciatori. Altri sono stati avvistati nelle valli del Natisone e nel Tarvisiano dove il monitoraggio non viene eseguito dal gruppo di ricerca dell’ateneo friulano.

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