Centro di Udine “morto” e caro-affitti: chiude il "Tagliato col coltello"

UDINE. Affitti impossibili, spese di gestione sempre più elevate e presenze che crollano in centro città. È così che dopo sei anni di attività Marco Cozzi abbandona il «Tagliato col coltello», in via Sarpi, per trasferirsi in via Aquileia, dove prenderà in gestione l’osteria «Al Collio».
Dopo L’Ottelio se ne va un altro storico locale, aperto da vent’anni, e domenica sarà l’ultima giornata di apertura. I tempi, si sa, sono duri per tutti, ma soprattutto per alcuni bar nei pressi di piazza San Giacomo che, se un tempo erano il centro della movida udinese, da quando il polo attrattivo si è spostato in largo dei Pecile hanno cominciato a soffrire più di altri.
«Chiudo perché non riuscivo più a stare nelle spese, tra affitto, luce e dipendenti – rileva il gestore – e poi anche perché le presenze sono crollate vertiginosamente. Chi passa di qua il sabato sera pensa che i nostri locali guadagnino uno sproposito, ma basta farsi un giro il martedì per accorgersi che dentro agli esercizi ci sono, praticamente, solo titolari e dipendenti».
Se fino a qualche anno fa via Sarpi – e in particolare i locali accanto al Mercato del pesce – era la zona più frequentata del centro storico, tanto che all’orario dell’aperitivo si faticava a farsi largo tra la folla per poter passare, adesso è più di moda largo dei Pecile, diventato il punto di ritrovo della movida.
«Sei anni fa l’incasso raggiungeva anche il migliaio di euro al giorno, mentre adesso sfiora appena i cento euro: succede così con i locali, ogni zona ha la sua “stagione”, da Mercatovecchio si era spostata qui e adesso è in largo dei Pecile – osserva ancora Cozzi –, eppure offerta e prezzi sono sempre gli stessi. Quel che manca invece sono le persone, a parte tre eventi, Friuli Doc, Far East e i mercoledì dei Sarpi, non c’è nulla».
E proprio sulla manifestazione estiva che per otto mercoledì anima le serate estive, il gestore del locale non esita a togliersi un sassolino dalla scarpa.
«É sempre stata l’iniziativa più bella, che ha visto i locali di questa via protagonisti affiatati dell’appuntamento più atteso in città durante l’estate – riflette –, ma per colpa di quattro residenti, e sono veramente pochi, alla fine ci sono stati sempre problemi». Il cuore di Udine ha perso il mordente e per Cozzi, dietro al bancone di diverse attività da ormai 40 anni, occorre investire sulla piazza più bella della città, San Giacomo.
Mancano le persone che arrivano a passeggiare, che spesso prediligono un centro commerciale piuttosto che storico, e ci vorrebbero più iniziative. Alla generale carenza di clientela si aggiunge un affitto di 4.500 euro, che si somma ad aumenti per costi gestionali, utenze e dipendenti. «Non ci si sta dentro – osserva Cozzi –: con l’affitto che pago qui riesco a pagare tre mensilità nel locale che prenderò in gestione da metà marzo in via Aquileia, una realtà vivace e frequentata».
A Cozzi, da una vita gestore di locali, mancherà lavorare a due passi da piazza Matteotti: «È la piazza più bella della città, ma ormai è una lotta alla sopravvivenza e non promuovendo nulla per attirare la gente, finiscono per ammazzare il centro storico».
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