Centri estivi al via con il boom in piscina e alla scuola materna
Stanno per prendere il via i Centri Estivi Comunali a Gradisca d’Isonzo. Una macchina organizzativa che quest’anno ha dovuto affrontare una gran mole di lavoro extra per sopperire al malfunzionamento verificatosi nelle scorse settimane, come si ricorderà, in sede di prenotazione on line.
Solo per dare dimensione dello stesso, si pensi che oltre ad una analisi e registrazione delle richieste pervenute a sistema con buon esito o bloccate, sono state trattate oltre 220 mail e ulteriori richieste da contatti diretti agli uffici, il tutto seguendo uno scrupoloso criterio per la gestione della coda. Il Centro estivo in piscina (dal 1° al 12 luglio – 8 14 anni) è stato ampliato a 35 utenti per la prima settimana e 32 utenti per la seconda (+7), al fine di garantire la totale copertura delle domande reperite nei termini. Spesa totale di 5. 211, 63. L’offerta per il Centro estivo presso la scuola materna (Dal 1 al 26 luglio – 3 8 anni) è stata ampliata fino a 50 bambini a settimana (+40) incrementando a 5 il numero degli educatori necessari. I fondi stanziati per Via Zucchelli arrivano così a ben 30. 316, 56 euro.
Palazzo Torriani è quindi giunto ad una spesa totale di 35. 528, 34 € (+8. 173, 71 euro rispetto al 2018). L’entrata derivante dalle iscrizioni è di 11. 876, 00 euro. Importante ricordare quindi come la copertura da parte dell’utenza è del 63, 88% per il servizio alle piscine, e scende al 28, 19% per quello di via Zucchelli. «Un significativo supporto alle famiglie anche dal punto di vista economico, quindi– – spiega l’assessore all’Infanzia e Istruzione Francesca Colombi –. Oltre a ringraziare i molti utenti per la pazienza dimostrata, questa vuole essere anche l’occasione per un particolare ringraziamento all’istruttrice amministrativa Cristina Visintin per le difficoltà affrontate con competenze e – è il caso di dire quest’anno – con calma e sangue freddo». Nonostante il problema verificatosi, va tenuto presente come alla base del cambiamento vi fosse il desiderio di voler semplificare l’iter di iscrizione per le famiglie. Questione che potrà essere meglio affrontata per i prossimi anni. Non da meno, è necessario un’analisi su come nel corso degli ultimi 5 anni sia profondamente cambiata la tipologia dell’utenza e le necessità delle famiglie. «Se fino a pochi anni fa era infatti prioritario dare una risposta a situazioni difficili o precarie – conclude l’assessore – ora è forte la necessità di fornire un servizio di conciliazione per quelle realtà famigliari nelle quali manca sempre più spesso una rete di supporto alternativa a chi lavora». –
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