«C’è poca sicurezza»: Chiavris alza la voce

I residenti e i negozianti del quartiere di Udine segnalano furti e tentativi di scasso. «Ci sentivamo più sorvegliati con gli agenti che giravano qui a piedi»
Udine 15 Febbraio 2014. Borgo Chiavris. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press - Diego Petrussi
Udine 15 Febbraio 2014. Borgo Chiavris. Telefoto Copyright Petrussi Foto Press - Diego Petrussi

UDINE. Furti, tentativi di scasso, strana gente in giro per le vie del quartiere e che importuna, insistentemente, residenti e commercianti per ottenere denaro.

Gli udinesi di piazzale Chiavris non hanno dubbi e di fronte alla domanda su quale sia il problema principale della zona rispondono quasi all’unisono ponendo l’accento su come, da un po’ di tempo a questa parte, non si sentano affatto sicuri.

E se per risolvere il problema c’è chi chiede una maggiore presenza delle forze dell’ordine nel piazzale e chi rimpiange le “ronde” dei poliziotti di quartiere, il nocciolo comune è rappresentato dalla preoccupazione, soprattutto in orario serale, a muoversi in serenità nel quartiere.

«Non ci sentiamo affatto al sicuro – ha detto Eda Sich che gestisce il negozio “La Delizia” – perché da queste parti gira davvero brutta gente. Entrano e insistano in continuazione, importunando anche i clienti con strafottenza, per avere dei soldi. A noi è anche capitato che un personaggio abbia tentato, bloccando la porta con un piede, di non farci chiudere il negozio. Di notte, poi, è ancora peggio. Durante il mese di dicembre lavoriamo sino a tarda notte per i pacchi di Natale e un giorno sono stata inseguita, in automobile, sino a Godia. Cosa servirebbe? Un pattugliamento più costante, ma soprattutto leggi che ci tutelino veramente. Quando minacciamo queste persone di chiamare la polizia ci ridono in faccia rispondendoci che, tanto, loro non vengono toccati».

Le fa eco Luciano Cernotto. «Nemmeno la possibilità dell’arrivo delle forze dell’ordine – ha spiegato – spaventa certi personaggi che arrivano quasi alle minacce pur di ottenere quello che vogliono. Non parliamo di episodi sporadici, ma di situazioni che si ripercuotono in continuazione».

Timori e lamentele condivisi da tanti e, soprattutto, da chi nelle vie attorno a piazzale Chiavris possiede una propria attività commerciale.

«È chiaro che abbiamo paura – ha ammesso Silvana Del Fabbro che da anni gestisce la propria cartoleria in zona – perché nel quartiere si sono verificati parecchi furti. Entrano nel negozio, magari non da soli, distraggono il proprietario e rubano quello che vogliono. Negli ultimi tempi abbiamo notato un aumento di personaggi a dir poco strani e pericolosi e non di rado in cartoleria sbucano persone in cerca di elemosina e che non mollano la prese nemmeno di fronte a un diniego. Insistono con prepotenza e quando cala il sole, visto che l’illuminazione dell’area non è certo sufficiente, temo spesso di essere assalita da qualche malintenzionato».

È sconsolato, invece, Lorenzo Pittioni che in Chiavris è nato e cresciuto e a cui hanno pure cercato di forzare la porta di casa mentre si trovava all’interno.

«Il quartiere è cambiato – ha detto – e ormai ho paura ad andare in giro da solo in orario serale. Ci sentivamo più al sicuro con la presenza dei poliziotti di quartiere, ma da un po’ di tempo a questa parte non si vedono più. All’esterno del supermercato c’è sempre qualcuno che chiede la carità con prepotenza e qualche mese fa una coppia di zingari ha cercato di forzare la porta del mio appartamento. Fortunatamente mi trovavo all’interno e, quando ho aperto all’improvviso, si sono dileguati, ma la situazione non è rosea. Il problema, secondo me, è che lo Stato dovrebbe punire certi comportamenti, non far finta di nulla».

La richiesta, quindi, è chiara: un maggior controllo delle forze dell’ordine. «Che fine hanno fatto – si è chiesto Bruno della cartoleria a due passi da piazzale Chiavris – le “ronde” di polizia e carabinieri? La presenza delle divise era utilissima, perché fungeva da deterrente per i ladri e faceva sentire tutti noi esercenti più sicuri. Controllavano la zona ed entravano in negozio a verificare quali problemi potessimo avere. Adesso che non si vedono più, ovviamente, i furti sono aumentati in tutta la zona».

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