Borgo stazione, pronta l’ordinanza anti prostituzione

UDINE. Il sindaco Honsell presenterà sul tavolo del prefetto diverse proposte di ordinanza anti prostituzione. È programmato per oggi alle 10 il comitato per l’ordine pubblico alla luce anche degli ultimi fatti di cronaca su risse e droga in Borgo Stazione e delle continue lamentele da parte dei residenti, in particolare di via Leopardi.
Il primo cittadino vuole porre un freno in particolare al fenomeno della prostituzione sempre più presente nel “quadrilatero a luci rosse” della periferia sud della città (27 le ragazze “censite” dalla polizia nel corso degli ultimi controlli).
Ieri l’avvocatura del Comune e la polizia locale, sollecitate dallo stesso Honsell, che ha preso a “cuore” l’appello del prefetto per arginare il fenomeno della prostituzione, si sono messe al lavorare per elaborare una misura che potrebbe colpire gli stessi clienti. «Ma è prematuro per dire cosa presenteremo (le riunioni si svolgeranno anche prima della convocazione dello stesso comitato) e, soprattutto, se le nostre proposte verranno accettate. Voglio prima di tutto verificare i dati che mi fornirà la polizia per capire se esiste una vera emergenza. L’ordinanza, inoltre, potrebbe anche non essere necessaria per risolvere il problema e soprattutto non essere conforme alla legge. Ci muoviamo, infatti, in un campo pieno di norme. E ogni nostra proposta potrebbe trovare delle opposizioni da parte dello stesso legislatore. Non diamo quindi nulla per scontato».
«Quel che è certo – conclude Honsell – è che in atto da parte di alcuni esponenti politici una campagna di denigrazione di questa città».
Aziz e il pericolo “ghetto”
Chi invece esce allo scoperto non facendo molti giri di parole è Hosam Aziz, esponente di “Alternativa”, delegato di quartiere, ma soprattutto una delle “vecchie anime” di Borgo Stazione. «Fatico a riconoscere quello che era il mio quartiere. Il pericolo è che si trasformi in un ghetto».
Aziz parla di «vera e propria emergenza». E lancia una proposta: fare un consiglio comunale all’aperto in Borgo Stazione. «L’idea è venuta parlando con un noto agente immobiliare. La ritengo valida. Vedrò se il regolamento lo consente. Così non fosse cercherò di convocare la commissione sociale nel quartiere per renderci conto di quello che accade».
L’esponente di “Alternativa” aveva chiesto un mese fa maggiore presidio in zona da parte della polizia municipale.
«La situazione di degrado in cui versano via Leopardi, via Roma e via Carducci è sotto l’occhio di tutti. Abbiamo richiedenti asilo che bivaccano nelle aiuole, perchè, a parte alcune associazioni o circoli, non viene fatto nulla per farli integrare.Va sostenuto il lavoro della polizia e soprattutto va dato in mano uno strumento adatto. L’ordinanza chiesta dal prefetto è giusta».
La fuga degli esercenti
Nel frattempo gli esercenti udinesi se ne vanno. In via Giusti, via Carducci e via Della Rosta spuntano a distanza di pochi metri l’uno dall’altro i cartelli “affittasi” e vendesi”.
A chiudere le serrande, in via Roma, in poco tempo sono stati un negozio di elettrodomestici, una fioreria e a breve una gioielleria. I negozianti storici si contano ormai sulle dita di una mano. Il quartiere pare essere in mano soprattutto a cinesi, romeni e marocchini. Il gioielliere Allegra si sposterà in via Gemona.
«La presenza straniera è troppo alta – così motiva la sua scelta – e poco appetibile per il tipo di business che ho deciso di intraprendere. Determinati tipi di articoli non possono essere venduti in quella zona. Ritengo però che via Roma abbia delle potenzialità, è una delle strade più belle.
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