Un'opera d'arte a forma di libro e un indotto record: Pordenonelegge festival volano per il turismo

L’opera realizzata da Cimolai e fimata De Bellis sarà collocata tra via Martelli e via Riviera. Per Capitale 2027 Premio Ambassador of freedom alla memoria di Václav Havel. Il 10% degli arrivi annui si concentra nei 5 giorni della manifestazione: «È impresa della cultura»

Cristina Savi
La presentazione in anteprima
La presentazione in anteprima

Ogni euro investito dalla Fondazione Pordenonelegge.it ne genera 18,03 in regione: 33,79 milioni di euro è l’impatto sulla produzione, cioè l’attività economica aggiuntiva generata dall’evento, 15,39 milioni quello sul Pil. È il valore economico costruito dal festival in quasi trent’anni, affiancando alla storica identità industriale della città una nuova centralità culturale.

Dal 2027, anno di Pordenone Capitale italiana della cultura, questa vocazione avrà un segno permanente: una scultura a forma di libro, realizzata da Cimolai su progetto del designer Gigi De Bellis, che sarà inaugurata il 21 marzo nella rotonda tra viale Martelli e via Riviera del Pordenone.

L’economia generata

È «Effetto pordenonelegge» il titolo della ricerca curata da Formules con il coordinamento di Guido Guerzoni e il contributo di Adele Camerini e Beatrice Corti, promossa dalla Fondazione Pordenonelegge.it con il sostegno della Regione. Presentata ieri sera a palazzo Mantica, l’indagine ha incrociato consumi, flussi turistici e attività produttive, raccogliendo oltre 1.100 questionari: il 76% dei rispondenti proveniva da fuori città.

Tra gli indicatori più significativi emerge la crescita della capacità di spesa del pubblico. Dal 2014 al 2026 la spesa pro capite dei visitatori italiani è passata da 136,4 a 307,7 euro, con un aumento del 125%; quella media giornaliera è più che raddoppiata, da 49,2 a 103,4 euro. Ogni euro speso dai partecipanti attiva inoltre 2,15 euro di ricadute sulla filiera produttiva regionale. A confermare la forza del festival è anche la fidelizzazione del pubblico, che prenota con largo anticipo.

L’effetto si riflette sul turismo. Negli ultimi cinque anni settembre è diventato il mese con la maggiore concentrazione di flussi a Pordenone, con oltre 5 mila arrivi, pari al 10% del totale annuale. La permanenza media è di due notti per gli italiani e tre per gli stranieri. Durante il festival gli albergatori segnalano un incremento dell’occupazione delle camere tra il 10 e il 15%, mentre il 38% dei ristoratori registra un aumento della clientela. Per il 60% degli operatori turistici il festival è fondamentale per l’economia locale.

La ricaduta raggiunge anche imprese e professioni culturali. Il 53% degli imprenditori sostiene iniziative culturali e, tra quanti partecipano al festival come partner o sponsor, più di uno su due dichiara di essere stato ispirato a investire in cultura.

Il legame con il mondo della scuola è altrettanto significativo: il 95% dei docenti considera il festival di massimo interesse e l’87% ha arricchito competenze e relazioni grazie alla Fondazione. Per il 63% degli operatori della filiera editoriale pordenonelegge ha contribuito a rendere più attrattivo il territorio. Tra i 146 profili degli «angeli» del festival analizzati, per uno su cinque l’esperienza ha contribuito a orientare la scelta universitaria.

Dal 2020 a oggi sono stati coinvolti circa 3.500 ragazzi: per il presidente Michelangelo Agrusti, «un esercito senza armi», una risorsa decisiva per il futuro della manifestazione.

Una città che fa squadra

La serata, condotta dalla direttrice della Fondazione Michela Zin, ha riunito il sindaco Alessandro Basso e il vicepresidente della Regione Mario Anzil. L’anno da Capitale della Cultura porta con sé aspettative elevate e la necessità di fare squadra, «perché Pordenone sappia sorprendere valorizzando i diversi punti di vista della città», nella visione di Basso. Per Anzil, Pordenonelegge ha trasformato la città in una capitale internazionale del libro e, attraverso i libri, della libertà di pensiero e di riflessione. Una scelta felice anche quella di affidare la misurazione dell’indotto a un soggetto indipendente e autorevole, «con risultati che certificano una ricaduta decisamente rilevante».

Le anticipazioni del 2027

Le anticipazioni di Agrusti per il 2027 intrecciano imprese, giovani e apertura europea. Il «Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi», realizzato con Fondazione Treccani Cultura e illustrato dal direttore artistico Gian Mario Villalta, diventerà un libro sulle parole e i sentimenti dei più giovani. L’«Antologia europea della poesia» riunirà invece poeti dei Paesi dell’Europa centro-orientale, per riaprire un dialogo oltre le divisioni della storia.

Il rapporto con il mondo produttivo sarà al centro dell’assemblea generale di Confindustria Alto Adriatico del 19 febbraio, dedicata al tema «Industria è cultura». Da gennaio «Fabbriche di libri», in collaborazione con Confindustria Alto Adriatico e Librerie Coop, porterà biblioteche nei luoghi di lavoro. «Freschi di stampa» proporrà ogni mese un libro appena pubblicato e il suo autore.

Il 21 marzo, Giornata mondiale della poesia, la «Night&Day dei versi» animerà una maratona di 24 ore davanti al municipio, con centinaia di autori, studenti e appassionati, in collaborazione con il Teatro Verdi. E in giornata l’inaugurazione della scultura, con la scritta «Pordenone città dei libri», destinata a diventare un segno permanente del legame fra città e lettura.

La 28ª edizione, dal 15 al 19 settembre, inaugurerà un format dedicato ogni anno a una diversa capitale europea. La prima sarà Praga, con autori, libri e voci della cultura ceca; il premio «Ambassador of Freedom che quest’anno è stato conferito al presidente Mattarella sarà consegnato al sindaco della città alla memoria di Václav Havel. A novembre, infine, il festival porterà la propria esperienza in una grande città europea, ospite di un Istituto italiano di cultura.

 

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